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I GIOVANI COMUNISTI INCONTRANO GLI STUDENTI DEL MONTI

Dopo il volantinaggio di lunedì mattina, nel pomeriggio di mercoledì come gruppo scuola dei Giovani comunisti di Asti abbiamo incontrato nella nostra sede di via Garetti i rappresentanti di istituto del Monti. Durante l’incontro si è fatto il punto su quali siano i problemi che rischiano di portare alla chiusura dello stabile della succursale con un conseguente disagio enorme per studenti e docenti: tetto da rifare, finestre e porte da sostituire, mancanza di segnaletica nel cortile, uscite di sicurezza da mettere a norma e altre piccole questioni strutturali, insomma problemi che la giunta provinciale potrebbe risolvere senza dover prendere grandi decisioni o adottare strategie politiche particolari, ma semplicemente con la volontà di investire ( e non spendere) il denaro necessario per i lavori. Il preside Marino sta percorrendo le vie istituzionali, ieri c’è stato un incontro con l’assessore provinciale, ma visto l’atteggiamento che ha da sempre questa giunta nei confronti del tema dell’edilizia scolastica, c’è poco da essere fiduciosi. Sensibili al tema come sempre, noi GC abbiamo confermato l’intenzione di appoggiare e sostenere gli studenti e tutto l’organico del Monti in qualsiasi gesto di protesta che si renda necessario, dal punto di vista della partecipazione come da quello dell’ organizzazione. Alla riunione sono intervenuti anche i rappresentanti di Classico, Artistico, Artom e Scientifico, tutti d’accordo a partecipare alla protesta del Monti riconoscendo la questione dell’edilizia scolastica come un tema che viene sempre affrontato con sufficienza e che se non verrà affrontato con la dovuta serietà a breve rischia di investire anche tante altre scuole. Ma è indubbio che il motore e i protagonisti di questa protesta devono essere le ragazze e i ragazzi del Monti.
Per adesso comunque tutti fermi fino a mercoledì, giorno in cui Marino relazionerà sull’incontro con l’assessore: per non farsi trovare impreparati continua comunque la sensibilizzazione fra gli studenti, e durante la riunione hanno già preso forma possibili iniziative di protesta.

Ci sono comunque degli aspetti positivi in tutta questa storia: la compattezza fra preside, docenti e studenti, la preparazione dei rappresentanti, e soprattutto il ritrovato dialogo fra una gruppo politico come il nostro, i Giovani Comunisti, e gli studenti: uniti si vince.

Per concludere, una soluzione al problema tanto semplice quanto veloce: Investire il denaro necessario e far si che i lavori comincino non appena finisce l’anno scolastico in corso, in modo tale da essere completati per l’inizio del prossimo.

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Rassegna stampa GC sull’Inchiesta nella Scuola!

Ecco i tre articoli su noi Giovani Comunisti e la nostra Inchiesta nella Scuola usciti questa settimana sulle testate giornalistiche locali, frutto della Conferenza stampa tenutasi nella nostra sede (via Garetti 65-67) lunedì 28 marzo, presenti come GC Edoardo Romito, Nicolò Ollino, Luca Rondoletti e Pier Luca Cuccuru e come giornalisti Valentina Fassio de La Stampa, Manuela Caracciolo de La Gazzetta d’Asti ed Enrico Panirossi de La Nuova provincia.

– La Nuova Provincia, martedì 29 marzo 2011, Enrico Panirossi

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Manifestazione in difesa della Scuola Pubblica

Manifestazione autoconvocata

Sabato 12 Marzo

h 16,00 / 18,00

Piazza I Maggio, Asti

GENITORI, STUDENTI, INSEGNANTI, CITTADINI IN CORTEO PER DIRE

NOI CREDIAMO NELLA SCUOLA PUBBLICA!

Conferma la tua presenza all’ evento su facebook!

LETTERA APERTA DEGLI OPERAI ED OPERAIE DELLA FIAT MIRAFIORI

agli studenti e alle studentesse dell’Università e a tutto il  mondo della formazione

Viviamo in un periodo in cui il ceto politico e la classe dominante, anche attraverso un uso cinico della crisi economica, stanno ulteriormente peggiorando le condizioni di vita, di studio e di lavoro di tutti i settori più deboli della società.

Vorremmo farvi partecipi della nostra condizione.

Noi operai della Fiat circa trent’anni fa ambivamo e sceglievamo di entrare a lavorare in fabbrica con la prospettiva di un, seppur basso ma sicuro, salario mensile che ci consentisse un futuro dignitoso per noi e per la nostra famiglia: questa piccola sicurezza ci ha concesso, nel tempo, di poterci permettere il consumo di beni materiali in cambio del nostro lavoro fisico.

Alle prime autovetture comprate a rate, andava a sommarsi il mutuo della casa e magari la rata del prestito per sostenere lo studio dei nostri figli, per assicurargli, illudendoci, un futuro migliore del nostro.

Per anni abbiamo continuato ad ingurgitare e defecare beni materiali, producendo humus che concimava la pianta del sistema capitalistico. In fabbrica parlavamo (e magari qualcuno stupidamente  investiva) di azioni, di borsa, di bolle di mercato…ed intanto quotidianamente i lavoratori morivano sui luoghi di lavoro.

Ora in fabbrica si usa come arma psicologica la cassa integrazione, in questo modo non guadagni, non spendi  e quindi non sei nessuno, non esisti. Continua a leggere