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Libia

A fianco del popolo libico e contro ogni ipotesi di intervento militare “umanitario” che sta frullando in testa agli occidentali che vogliono mettere le mani sul petrolio libico. Isolamento del regime, confisca dei beni ma nessun intervento militare ! (Paolo Ferrero)

Gheddafi ha fatto sparare sui manifestanti. Gheddafi ha fatto bombardare i manifestanti (grandi i piloti che hanno disertato gli ordini). Non basta questo a fermare la rivoluzione. Dovremmo imparare da questo popolo coraggioso che continua a lottare contro la dittatura.

Voglio scusarmi per tutte le stronzate che alcuni nostri politici e non solo sparano contro la rivoluzione in atto in Libia.

Luca Rondoletti

Il mio cinema, fra Mussolini, Sordi e Gorbacëv – riflessione finale

“…Oggi le battaglie che vanno fatte sono altre. Più che mai quella contro il capitale. Questo e il lavoro si sono fronteggiati in una guerra durata settant’anni che alla fine ha visto la vittoria del capitale.

Oggi il capitale trionfante si presenta nella sua forma più feroce, libero da quei vincoli e quelle limitazioni che ne avevano mitigato le pulsioni allo sfruttamento all’indomani del secondo conflitto mondiale, quando su pressione delle lotte del mondo del lavoro, eravamo riusciti, bene o male, a edificare una società con una serie di diritti e tutele riconosciute.

Con il crollo dell’Urss è venuto meno il polo che per lungo tempo aveva rappresentato – pur con tutti i suoi limiti – un’alternativa al modello capitalista, ma sopratutto un deterrente per il capitale a forzare troppo la mano in Occidente. Il «pericolo» del comunismo ha rappresentato per le classi dominanti occidentali la ragione principale per concedere alle classi subalterne un tenore di vita tale da disinnescare eventuali tentazioni rivoluzionarie.

La Rivoluzione d’Ottobre ha rappresentato uno straordinario sogno di riscatto. Oggi si liquida quell’esperienza storica con troppo semplicismo. Fu un’esperienza grande e terribile. Furono commessi errori, furono consumate tragedie, ma dietro c’era un’idea di umanità nuova che certo non meritava una fine così ingloriosa, per mano di due cialtroni, due piccoli borghesi come Gorbacëv e sua moglie Raissa, con quegli assurdi cappellini. Hanno distrutto una cosa seria per lasciarci un cumulo di macerie.

E adesso ecco com’è il mondo sotto il pieno controllo del capitale. Ci piace questo mondo? È un bel posto dove vivere? Ci vorrebbe un’altra rivoluzione. Ma chi potrebbe farla? Mi dispiace, ma nei giovani di oggi non ho alcuna fiducia. Sono degli imbelli, non amano combattere e tanto meno rischiare, sono pronti a qualsiasi bassezza purché serva a conservare i loro miserabili privilegi.”

Mario Monicelli

Ri-come e ri-perché

Il blog è fatto per discutere. Per imparare a discutere e carpire pensieri altri (ripeto carpire pensieri altri). Qui ci sono parole che spesso vengono fraintese ma che vogliamo dire. Qui non si cambiano le cose. Questo spazio non è la vita. La rivoluzione si fa in strada, nella scuola, nelle fabbriche, in casa,al bar ecc… La politica si fa fuori.

Si fa fuori con l’inchiesta nella scuola, si fa fuori con l’aperitivo antifascista, si fa fuori con le riunioni, si fa fuori parlando con la gente, si fa fuori in una manifestazione, si fa fuori vivendo.

Perchè?

Perchè mi fa schifo il capitalismo in cui tutto è merce: il lavoro, le persone, la vita, il tempo, il divertimento, la noia, l’istruzione, la cultura, tutto. La cosa sicura del capitalismo è che tutto ha un prezzo.

Un operaio è due braccia che devi pagare? Un bambino vale un pieno di benzina?

Queste non sono cose secondarie questo è il capitalismo. Questo voglio cambiare. Voglio cacciare Berlusconi, facciamolo, ma non mi basta. Non mi basta migliorare le cose voglio cambiarle.

Tra comunismo e comunissimo c’è solo un sì.

ciao compagni

Luca Rondoletti

Eccoci Qui!

Ciao a tutti sono felicissimo di inaugurare questo blog dei Giovani Comunisti di Asti. Al momento siamo pochi e male organizzati ma abbiamo molta voglia di fare e fare bene.

Obbiettivi? Cambiare il mondo con la rivoluzione.