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REVOLUTION PARTY – Festa dei Giovani Comunisti Asti

Si apre il 23 Settembre la 1a Festa dei Giovani Comunisti di Asti

“REVOLUTION PARTY”

Dopo un’anno di lavoro, per il nostro gruppo è arrivato finalmente il momento di cimentarsi nell’organizzazione di una festa, una grande e bella festa, che passi da momenti di riflessione importanti (grazie a dibattiti su temi di attualità e approfondimento come Lavoro e Legalità) a momenti di svago e divertimento (vedi concerti e tornei), momenti culinari con le prelibatezze a prezzi popolare che vi cucineremo.

Un momento che vorremmo condividere con il popolo della sinistra giovane, ma anche meno giovane, astigiano e non.

Vi aspettiamo!!!

La Festa sarà composta da tre giornate: Continua a leggere

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6 occasioni per chiederci: ma che diavolo ha l’Italia?

Questa vorrà essere un pò come una rassegna commentata dei principali fatti accaduti nelle ultime settimane e negli ultimi giorni, che in qualche modo hanno a che fare con la sinistra, sicuramente hanno a che fare con l’Italia, un paese sempre più povero, culturalmente e tranne rari casi anche politicamente… vento o non vento del cambiamento!

Cominciamo!

1) La svolta moderata e lo sbriciolamento dell’IdV.

non sono di sinistra...lo giuro!!

“Non esiste una vera alternativa a Berlusconi, siamo pronti ad appoggiare le sue riforme una volta valutate accuratamente”. “Solidarietà sì ma anche libero mercato e meritocrazia, e lo spirito legalitario della Destra Sociale!” Poi uno scambio di battute in Aula con l’arci(ex)nemico B. E’ questo il modo che Di Pietro, il lìder maximo dell’IdV, sceglie di annunciare la svolta del suo partito, alla ricerca del voto moderato e terzopolista. Continua a leggere

Paolo Ferrero: “Berlusconi è sconfitto, l’alternativa è a sinistra”

Un commento conciso e molto diretto del segretario Prc & Fds Paolo Ferreo sull’esito di questo primo turno di amministrative!

Il dato medio nazionale delle provinciali 2011 (dato considerato più attendibile perchè più “politico”):

IdV: 4,8%     SEL: 4,2%     FdS: 4,1% (non 1% come davano tutti i sondaggi)

L’importanza del nostro simbolo

Tempo fa, durante un pranzo con dei colleghi, è uscita un’interessante discussione: cosa rappresenta il nostro simbolo (falce e martello) nel 2011?
Per molti, tutti non certamente pidiellini, anzi, questo simbolo sarebbe da abolire: troppo è il dolore causato in alcune regioni del mondo che hanno subito un regime cosiddetto comunista.
Io credo che la storia di questo simbolo, in Italia, sia un’altra: valori legati alla resistenza, valori legati alle lotte per le classi operaie, prima, durante e dopo la guerra. Quanto è importante mantenerlo ancora al giorno d’oggi? È giusto “seguire la corrente” e magari privarsi di un qualcosa che ci appartiene, in quanto molto probabilmente percepito da parte (forse, buona parte) della gente come vetusto, se non inutile e anzi, a volte pure negativo? Continua a leggere

Antitestamento

Questo è un antitestamento, cioè non quello che lascio se non torno, ma quello che voglio quando torno.

(inizia al minuto 1,44 del primo video)

Quando torno voglio capire perchè ci sono le luci di natale quando c’è gente che deve lottare per un lavoro e per un tetto.

Quando torno voglio che qualcuno abbia occhi nuovi, per vedere lo schifo ed il nulla che lo circonda.

Quando torno voglio parlare un po’ di più con me, è troppo tempo che mi ascolto poco.

Quando torno voglio che qualcuno si accorga che la Federazione della Sinistra era l’unico partito di fronte a Mirafiori.

Voglio cambiare quando torno, voglio smettere di essere timido e moralista.

Quando torno voglio apprezzare il bello e condannare il brutto.

Quando torno voglio portare Rifondazione al 45% e poter dire “Questa legge elettorale fa schifo? Vero stronzetti? (Vendola Prrrrrrrrr)”

Quando torno voglio prendere Marchionne e i suoi amichetti e sputargli in faccia.

Voglio capire, quando torno, come fai tu professore a votare PDL.

Quando torno voglio che i GC Asti siano un più attivi visto che le cose bene non vanno.

Quando torno voglio aprire un circolo Arci con i compagni di Vinchio.

Quando torno voglio smetterla di sentire parlare degli idioti e poi nei giorni successivi sentir ripetere i loro non pensieri.

Quando torno voglio vedere Andrea ogni tanto.

E soprattutto quando torno voglio iniziare a cambiare qualcosa. Non dico il mondo ma almeno una cosina la devo fare.

Luca Rondoletti

P.S. Mi scuso con il Pensiero di Bergonzoni per questa libera ispirazione.
P.P.S. In basso a sinistra c’è un documento molto utile e interessante sulla scuola.

Vendola c’è, ma SEL cos’è? Dov’è?

Vendola, che possa piacere o meno, che possa ispirare la speranza di una rivincita a sinistra o che non lo faccia, è comunque una realtà di successo e non si può negarlo. Io personalmente non so quanto Vendola possa cambiare le cose dato che mi pare che per lo più tenti di prendere atto delle condizioni attuali e anzi che ne prenda atto piegandole a suo favore, ma senza cambiarle. Facciamo qualche esempio: Vendola desidera stringere alleanza con il PD e desidera essere appetibile per l’elettorato del PD, e ci riesce almeno nella seconda ipotesi mostrandosi poi non così tanto di sinistra ma piuttosto di un centro sinistra non ben definito che non rifiuterebbe neppure l’UDC per anni serva di Berlusconi, oppure come l’uomo nuovo della politica, piaccia a chi piace; sicuramente non comunista, non più! Uomo nuovo…?! Vendola per chi avesse poca memoria storico-politica fu iscritto alla FGCI fin da giovanissimo, dall’85 fu nella Segreteria, fu per circa 20 anni in Rifondazione Comunista e quindi parte nel bene e nel male di ogni scelta del nostro partito, a maggior ragione essendo nella corrente bertinottiana, fu nella classe dirigente della Sinistra Arcobaleno, esperimento politico presentatosi alle urne nel Continua a leggere

Appello alle forze di sinistra sulla vicenda FIAT

Cari compagni e compagne, l’accordo separato firmato con la Fiat su Mirafiori rappresenta una svolta di enorme gravità nella storia del paese e non può essere considerato una questione sindacale. Non rappresenta solo la demolizione dei diritti sanciti da leggi e Contratto Nazionale. Non prevede solamente un netto peggioramento delle condizioni di lavoro in fabbrica. Il dictat di Mirafiori disegna un ruolo per i sindacati e i lavoratori che è in radicale contrapposizione al quadro di regole stabilite dalla Costituzione repubblicana. L’unica sovranità riconosciuta è quella dell’azienda, da cui tutto promana, compresa la possibilità dei lavoratori di vedere riconosciuta una propria rappresentanza sindacale. Si tratta di una logica opposta all’impianto costituzionale che tutela i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, che garantisce la libertà di associazione sindacale e che – in generale- basa la democrazia su un bilanciamento tra i poteri. E’ del tutto evidente che l’offensiva di Marchionne e quella di Berlusconi non sono che le due facce della stessa medaglia. E’ del tutto evidente che questa offensiva congiunta punta allo scardinamento costituzionale e ad un vero e proprio cambio di regime. E’ la Repubblica nata dalla resistenza e fondata sul lavoro che è messa in discussione da queste iniziative. Non si tratta di una questione sindacale ma politica.
Per questo ritengo necessario appellarmi a voi per costruire una risposta unitaria immediata. Per questo vi propongo di condividere e costruire unitariamente iniziative di informazione e mobilitazione, per questo vi propongo di fare unitariamente un appello alla CGIL affinché venga proclamato al più presto lo sciopero generale. Non si può scaricare sulle spalle dei lavoratori della Fiat il peso di un attacco che è generale e non si può stare a guardare di fronte ad una offensiva eversiva che ha un unico precedente nel nostro paese: l’avvento del fascismo.

Paolo Ferrero
Segretario Rifondazione Comunista