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LETTERA APERTA DEGLI OPERAI ED OPERAIE DELLA FIAT MIRAFIORI

agli studenti e alle studentesse dell’Università e a tutto il  mondo della formazione

Viviamo in un periodo in cui il ceto politico e la classe dominante, anche attraverso un uso cinico della crisi economica, stanno ulteriormente peggiorando le condizioni di vita, di studio e di lavoro di tutti i settori più deboli della società.

Vorremmo farvi partecipi della nostra condizione.

Noi operai della Fiat circa trent’anni fa ambivamo e sceglievamo di entrare a lavorare in fabbrica con la prospettiva di un, seppur basso ma sicuro, salario mensile che ci consentisse un futuro dignitoso per noi e per la nostra famiglia: questa piccola sicurezza ci ha concesso, nel tempo, di poterci permettere il consumo di beni materiali in cambio del nostro lavoro fisico.

Alle prime autovetture comprate a rate, andava a sommarsi il mutuo della casa e magari la rata del prestito per sostenere lo studio dei nostri figli, per assicurargli, illudendoci, un futuro migliore del nostro.

Per anni abbiamo continuato ad ingurgitare e defecare beni materiali, producendo humus che concimava la pianta del sistema capitalistico. In fabbrica parlavamo (e magari qualcuno stupidamente  investiva) di azioni, di borsa, di bolle di mercato…ed intanto quotidianamente i lavoratori morivano sui luoghi di lavoro.

Ora in fabbrica si usa come arma psicologica la cassa integrazione, in questo modo non guadagni, non spendi  e quindi non sei nessuno, non esisti. Continua a leggere

Tirando le somme: la protesta dell’Istituto Alfieri.

Beh ragazzi, voi che avete partecipato, voi che avete fatto sì che questa protesta prendesse corpo … Che ne pensate? Tiriamo assieme le somme?

I ragazzi in piazza San Secondo saranno stati 150, forse 200 all’apice della partecipazione: può sembrare poco per un Istituto Alfieri che conta sotto il suo tetto traballante, tra Liceo Classico e Quintino Sella, circa 6-700 studenti. Ma è comunque un risultato, una buona base da cui partire, che immagino tenderà ad allargarsi se saprete, se sapremo, organizzare il malumore dei ragazzi (aggiungerei anche se sapranno loro darsi una mossa, la vita che vogliono appiattire in fin dei conti è nostra quanto loro).

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Intervento alla lezione di protesta di Liceo Classico e Quintino Sella del 09/10/2010

Coordinamento Provinciale Giovani Comunisti Asti

Partito della Rifondazione Comunista

Via Garetti, 65/67 – 14100 – ASTI

Tel. 014134970 Email: gc_asti@hotmail.it

 

Ciao a tutti, sono Nicolò Ollino, vi ringrazio per avermi dato la possibilità di essere qui oggi.

Vi parlerò in quanto ex studente delle superiori (quando alle superiori ancora non era caduta la maledizione Gelmini), ora universitario (che quotidianamente ormai vede mancare non solo più la carta ed il sapone dai bagni ma anche i professori), e in quanto rappresentante di un gruppo che non mi è possibile nominare stamattina per non “connotare la protesta” ma che ha ricominciato da alcuni mesi un bel percorso partecipativo politico e sociale, giovanile, che ci permette di sostenervi e starvi vicini in questa vostra protesta. Quindi senza neanche sapere chi sono sentirete se quello che ho da dirvi vi soddisfa…

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