• Meta

  • CDR del Blog

  • Allo studio, alla lotta

  • Gadgets GC

Asti e dintorni

Lascio qui di seguito alcuni appuntamenti che sono per me importanti ed interessanti:

21-22 GENNAIO: Torino, Teatro Colosseo,  “Urge” di e con Alessandro Bergonzoni

23 GENNAIO: Asti, Palazzo della Provincia, ore 09:00 Congresso dell’ A.N.P.I.

24-25 GENNAIO: Asti, Casa del Popolo, Serate a sostegno della Fiom

28 GENNAIO: Torino, Sciopero generale dei lavoratori metalmeccanici Fiom-Cgil contro l’accordo di Mirafiori.

29 GENNAIO: Asti, Casa del Popolo, “Sapere Pubblico” apericena organizzato dai Giovani Comunisti di Asti.

Fino a fine mese non avrete di che annoiarvi.

Luca Rondoletti

Annunci

Il NO al diktat ed il SI ad un impegno concreto e costante dei comunisti.

1931 PCI Congresso clandestino di Colonia conclusioni di Ruggero Grieco

“Non crediate, compagni, che solo perchè sentiamo di aver ragione, ciò sia sufficiente perchè il proletariato italiano e le masse lavoratrici in genere si mettano al nostro seguito. La conquista della maggioranza del proletariato e della direzione della lotta rivoluzianaria è il risultato del lavoro politico del partito comunista durante decenni, lavoro condotto in ogni situazione, sotto i colpi feroci dell’avversario che non ci dà tregua, ripreso ogni giorno, con ostinazione, inflessibilità e a volte eroismo………E’ da dieci anni che sentiamo ripetere che il comunismo è morto e seppellito: lo ripetono i dirigenti fascisti e la gente dell’antifascismo democratico e della socialdemocrazia: ditelo voi, compagni, se la razza dei comunisti, tenace perchè sorge dalla classe operaia, possa essere distrutta dalla ferocia e dalla stupidità degli avversari.”

Da queste parole di Ruggero Grieco vorrei partire per alcune brevi considerazioni sul voto di Mirafiori.

Continua a leggere

Mirafiori ed il pessimo accordo: che dicono CENTRO-sinistra e PD?

Il presidente del Comitato centrale della Fiom Giorgio Cremaschi attacca l’accordo sottoscritto fra la Fiat e le altre sigle sindacali: “E’ come se Berlusconi dicesse che per risanare il bilancio bisogna cancellare le elezioni. E’ la prima volta dai tempi del fascismo che si prova a togliere il diritto dei lavoratori ad eleggere i propri rappresentanti”.  Poi si rivolge a Susanna Camusso: “Un errore cercare l’accordo con Confindustria.

Questo per dare l’idea di ciò che si pensa all’interno del mondo sindacale FIOM (il sindacato, l’unico, ancora dalla parte dei lavoratori).

Continuiamo: l’intesa, che ha ricevuto il via libera delle altre sigle (Fim, Uilm, Ugl e Fismic) prevede una serie di regole che vanno dall’orario di lavoro alle assenze per malattia. Ma la novità più importante è che, con l’uscita da Confindustria, la NewCo che sorgerà dalle ceneri di Mirafiori non sarà più obbligata a riconoscere il contratto nazionale siglato con Federmeccanica. E così potrà anche abolire le relazioni sindacali stabilite dall’intesa tra industriali e sindacati confederali nel 1993, che prevede il diritto dei lavoratori di uno stabilimento di eleggere autonomamente i propri rappresentanti (che vanno a formare le Rappresentanze sindacali unitarie). Nella nuova azienda avranno voce in capitolo solo gli esponenti eletti da quei sindacati che hanno firmato l’intesa. E qui, per la FIOM, casca l’asino. Secondo Cremaschi, il patto di Mirafiori è il segno tangibile dell’avanzata dell’autoritarismo. Continua a leggere

Appello alle forze di sinistra sulla vicenda FIAT

Cari compagni e compagne, l’accordo separato firmato con la Fiat su Mirafiori rappresenta una svolta di enorme gravità nella storia del paese e non può essere considerato una questione sindacale. Non rappresenta solo la demolizione dei diritti sanciti da leggi e Contratto Nazionale. Non prevede solamente un netto peggioramento delle condizioni di lavoro in fabbrica. Il dictat di Mirafiori disegna un ruolo per i sindacati e i lavoratori che è in radicale contrapposizione al quadro di regole stabilite dalla Costituzione repubblicana. L’unica sovranità riconosciuta è quella dell’azienda, da cui tutto promana, compresa la possibilità dei lavoratori di vedere riconosciuta una propria rappresentanza sindacale. Si tratta di una logica opposta all’impianto costituzionale che tutela i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, che garantisce la libertà di associazione sindacale e che – in generale- basa la democrazia su un bilanciamento tra i poteri. E’ del tutto evidente che l’offensiva di Marchionne e quella di Berlusconi non sono che le due facce della stessa medaglia. E’ del tutto evidente che questa offensiva congiunta punta allo scardinamento costituzionale e ad un vero e proprio cambio di regime. E’ la Repubblica nata dalla resistenza e fondata sul lavoro che è messa in discussione da queste iniziative. Non si tratta di una questione sindacale ma politica.
Per questo ritengo necessario appellarmi a voi per costruire una risposta unitaria immediata. Per questo vi propongo di condividere e costruire unitariamente iniziative di informazione e mobilitazione, per questo vi propongo di fare unitariamente un appello alla CGIL affinché venga proclamato al più presto lo sciopero generale. Non si può scaricare sulle spalle dei lavoratori della Fiat il peso di un attacco che è generale e non si può stare a guardare di fronte ad una offensiva eversiva che ha un unico precedente nel nostro paese: l’avvento del fascismo.

Paolo Ferrero
Segretario Rifondazione Comunista

 

LETTERA APERTA DEGLI OPERAI ED OPERAIE DELLA FIAT MIRAFIORI

agli studenti e alle studentesse dell’Università e a tutto il  mondo della formazione

Viviamo in un periodo in cui il ceto politico e la classe dominante, anche attraverso un uso cinico della crisi economica, stanno ulteriormente peggiorando le condizioni di vita, di studio e di lavoro di tutti i settori più deboli della società.

Vorremmo farvi partecipi della nostra condizione.

Noi operai della Fiat circa trent’anni fa ambivamo e sceglievamo di entrare a lavorare in fabbrica con la prospettiva di un, seppur basso ma sicuro, salario mensile che ci consentisse un futuro dignitoso per noi e per la nostra famiglia: questa piccola sicurezza ci ha concesso, nel tempo, di poterci permettere il consumo di beni materiali in cambio del nostro lavoro fisico.

Alle prime autovetture comprate a rate, andava a sommarsi il mutuo della casa e magari la rata del prestito per sostenere lo studio dei nostri figli, per assicurargli, illudendoci, un futuro migliore del nostro.

Per anni abbiamo continuato ad ingurgitare e defecare beni materiali, producendo humus che concimava la pianta del sistema capitalistico. In fabbrica parlavamo (e magari qualcuno stupidamente  investiva) di azioni, di borsa, di bolle di mercato…ed intanto quotidianamente i lavoratori morivano sui luoghi di lavoro.

Ora in fabbrica si usa come arma psicologica la cassa integrazione, in questo modo non guadagni, non spendi  e quindi non sei nessuno, non esisti. Continua a leggere