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Uno sguardo d’altri tempi

Squilla il telefono. E’ mia madre. “Hanno rapito Vittorio Arrigoni”. E’ intanto le viene da piangere. Lei che è una donna si può commuovere per prima. Lei che è una madre. Lei che lo sa già, se lo sente che i post di Arrigoni non verranno più aggiornati. Sa che a Gaza mancherà qualcuno, la prossima volta che Israele deciderà di bombardare il popolo palestinese e i suoi bambini. Arrigoni non scriverà più sul Manifesto, non collaborerà con Peace Reporter, non sorriderà e non potrà più commuoversi. Restano un sacco di cose, a noi che siamo lontani. I suoi articoli, i reportage, le interviste, gli appelli a sostegno di Emergency. Continua a leggere

Metti “il manifesto” in biblio!

Riteniamo che la mancanza in un luogo pubblico e culturale come una biblioteca cittadina di un quotidiano come il manifesto, pregiato, attento all’orizzonte sociale, solidale e internazionale, ai beni comuni e all’ottica anticapitalista e ambientalista, sia qualcosa cui porre rimedio e al più presto.

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Narrazione vendoliana al capolinea?

Riprenderò nel corso dell’articolo svariate parti di un articolo sicuramente di superiore caratura, che ritengo molto interessante e che interroga noi di sinistra su temi molto pressanti; articolo uscito oggi su “il manifesto” a firma Luca Casarini.

“L’uscita con cui Nichi Vendola ipotizza forma e conduzione di quella che viene definita alleanza democratica contro Berlusconi mi trova in profondo disaccordo. Voglio comunicarne le ragioni per tentare di aprire un dibattito politico non solo con Nichi ma anche con coloro che guardano queste cose in maniera diversa: quelli che stanno dentro i partiti di sinistra, o li votano, ma percepiscono tutti i limiti che essi incarnano e quelli che ne stanno fuori, convinti che il cambiamento passi solo attraverso un rifiuto della rappresentanza.” Continua a leggere

Il Pd perde l’onda: «Avanti con Casini»

BERSANI: Una giornata storica ma prima viene l’Udc, poi il resto.

La suora, la segretaria generale della Cgil e l’avvocatessa di Fini e Andreotti. Queste tre donne che si avvicendano tra le altre sul palco di Roma non sono i tre volti della «santa alleanza» contro Berlusconi. Sicuramente non dovrebbero. Eppure è così che tra un dire e un non-dire il Pd va avanti dopo il successo planetario della manifestazione di domenica.

Bersani è raggiante: «Stiamo parlando di una presenza femminile che come in tanti passaggi della storia nazionale, è un elemento capace di suscitare una reazione etica, civica, morale che viene prima della politica». Già, ma che politica ne verrà dopo? Perché lo stesso Bersani sigilla sull’Unità che nulla cambia: «Già un anno fa dicemmo che sarebbe stato necessario un largo schieramento in grado di guidare una stagione di ricostruzione democratica – spiega il segretario – allora non ci fu molta comprensione, neanche nel nostro partito, mentre adesso è stato capito che non ci sono alternative».

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Cesare Battisti: estradizione negata per negligenza italiana

Negata l’estradizione di Battisti, l’Italia presunta benpensante e appuratamente disinformata pensa bene di scaraventarsi coltello in mano e fette di salame ben salde sugli occhi sull’ormai ex presidente brasiliano Lula. Palazzo Chigi: “Inaccettabile! Lula spieghi agli italiani”. Io, a questa affermazione, immagino Lula che si frega le mani, infila gli occhialini da lettura e prendendo un papiro inizia ad elencare le ragioni del suo paese:

– rischio di atti persecutori e discriminatori verso Battisti, una volta in Italia.

– preoccupazione per le condizioni delle carceri italiane, che contano decine e decine di morti all’anno.

Ma soprattutto hanno avuto peso due elementi rispetto ai quali la sensibilità del Brasile è molto aumentata negli ultimi anni: Continua a leggere

Ma come si opporrà il 14 Dicembre l’opposizione?

E’ molto curioso, ma triste, osservare come alla prima vera occasione di far cadere il governo Berlusconi, quando i numeri sulla carta sembrano giocare a sfavore del Cavaliere, tutto ciò che di certo poteva e doveva esserci, tutti i punti presumibilmente saldi del campo dell’opposizione parlamentare (opposizione che oggi, ahimè, a Montecitorio e Palazzo Madama arriva a comprendere anche centristi integralisti e neofascisti), non è poi così certo e nessun punto è poi così saldo.

Tant’è che è davvero probabile che gli sfiducianti non risulteranno maggioritari e il Cavaliere potrà rimanere ancora almeno qualche mese a suo posto con tutto ciò che ne consegue in termini di provvedimenti nefasti per il mondo del lavoro (lo Statuto dei Lavori di Sacconi è in preparazione) e per quello della scuola, tant’è che il ddl Gelmini ha già ricevuto l’approvazione in una delle camere e attende solo di approdare all’altra prima di diventare triste realtà.

Nicolò Ollino

 

A seguire immagini, stralci di articoli, commenti, pensieri:


Terremoto nel Pd laziale:

Milana, Prestipino e altri 50

dirigenti pronti a passare a

Fli.

“Il PD è troppo egemonizzato dagli ex DS, è troppo di sinistra.” Ecco la sintesi, ecco la motivazione.

Un paio di parlamentari, svariati consiglieri e assessori comunali provinciali e della regione Lazio, semplici dirigenti di vario spessore ed importanza. Tutti pronti a passare a FLI. Tutto legittimo con la doverosa sottolineatura del fatto che il partito di Gianfranco Fini non è molto deciso e convinto nel votare la sfiducia a questo governo il 14. Presentata la mozione centrista su iniziativa anche di Fini, i futuristi vanno sventolando come una notiziona il fatto che “abbiamo deciso di votare la sfiducia”. Nei giorni scorsi alcuni futuristi, tra i quali lo stesso Fini, hanno ventilato la possibilità di attenersi sulla medesima mozione da loro stessi presentata.

Cesario e Calearo, due parlamentari eletti nelle file del PD, transitati per l’API di Rutelli e ora in gruppo misto con un loro formazione ridicola e non meritevole di menzione, sono incerti tra l’astensione e il sostegno al governo.

 

Per l’IDV non va meglio:

 

Due deputati IDV, Razzi e Scilipoti, si dicono “incerti” sul voto di sfiducia del 14 dicembre. Due deputati astenuti potrebbero bastare per tenere in vita questo governo ladro. C’è da pensar male di queste due persone “di valore”? E’ questa la più coriacea opposizione del Parlamento italiano?

Giovani Comunisti di Asti

 

SETTE CASE PIGNORATE E DEBITI DA CAPOGIRO, ECCO PERCHE’ SCILIPOTI (IDV) PUO’ CEDERE IN GINOCCHIO AI SOLDI DI SILVIO

Il Fatto Quotidiano

 

“Da anni seguo i vari squallidi personaggi dell’IDV. Ora: il popolo pensa che il governo Prodi sia caduto per colpa di Turigliatto e Rossi, comunisti (cosa falsa). Mi domando, se ci sarà fiducia anche alla Camera il 14, il popolo dirà: “Berlusconi rimane grazie e PD e IDV.” Non credo…”

Andrea Salutari, coordinatore GC Torino 2.0

 

 

“…In un quadro simile ci mancava solo l’ultima “pannellata”. I sei radicali eletti nel PD, avverte Marco Pannella, decideranno solo all’ultimo come votare il 14.                                        << E nulla è scontato >>”

il manifesto

La lotta di classe la fa il capitale

Intervista a Luciano Gallino, di Antonio Sciotto su il manifesto – 30/11/2010

«Io credo che la lotta di classe non sia finita: al contrario, oggi è più attuale che mai. Solo che una parte è perdente perché non ha gli strumenti politici e culturali per produrla». Luciano Gallino, professore emerito di Sociologia all’Università di Torino, risponde così all’amministratore delegato Fiat Sergio Marchionne, al ministro del Welfare Sacconi, alla Confindustria e perfino ad alcuni sindacati che vorrebbero inaugurare un’era del «Dopo Cristo », dove i conflitti tra capitale e lavoro sparirebbero, lasciando spazio alla «collaborazione», o meglio ancora alla «complicità». «Siamo davanti a una grande sconfitta che è maturata da una trentina di anni – riprende Gallino – Dal 1980 la pressione sui sindacati, sullo stato sociale, sui salari, sulle condizioni di lavoro è stata crescente, in Italia come all’estero, ma la capacità di contrastarla è stata limitata. Dunque la lotta di classe c’è, ma chi la conduce sono i vincitori».

Gli interessi di lavoratori e imprese cioè sono sempre distinti? E lo rimarranno sempre? Continua a leggere