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Revolution Press – Aprile 2012

Il numero di Aprile del mensile dei Giovani Comunisti Asti

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Antitestamento

Questo è un antitestamento, cioè non quello che lascio se non torno, ma quello che voglio quando torno.

(inizia al minuto 1,44 del primo video)

Quando torno voglio capire perchè ci sono le luci di natale quando c’è gente che deve lottare per un lavoro e per un tetto.

Quando torno voglio che qualcuno abbia occhi nuovi, per vedere lo schifo ed il nulla che lo circonda.

Quando torno voglio parlare un po’ di più con me, è troppo tempo che mi ascolto poco.

Quando torno voglio che qualcuno si accorga che la Federazione della Sinistra era l’unico partito di fronte a Mirafiori.

Voglio cambiare quando torno, voglio smettere di essere timido e moralista.

Quando torno voglio apprezzare il bello e condannare il brutto.

Quando torno voglio portare Rifondazione al 45% e poter dire “Questa legge elettorale fa schifo? Vero stronzetti? (Vendola Prrrrrrrrr)”

Quando torno voglio prendere Marchionne e i suoi amichetti e sputargli in faccia.

Voglio capire, quando torno, come fai tu professore a votare PDL.

Quando torno voglio che i GC Asti siano un più attivi visto che le cose bene non vanno.

Quando torno voglio aprire un circolo Arci con i compagni di Vinchio.

Quando torno voglio smetterla di sentire parlare degli idioti e poi nei giorni successivi sentir ripetere i loro non pensieri.

Quando torno voglio vedere Andrea ogni tanto.

E soprattutto quando torno voglio iniziare a cambiare qualcosa. Non dico il mondo ma almeno una cosina la devo fare.

Luca Rondoletti

P.S. Mi scuso con il Pensiero di Bergonzoni per questa libera ispirazione.
P.P.S. In basso a sinistra c’è un documento molto utile e interessante sulla scuola.

INCHIESTA NELLA SCUOLA II

Pubblico la seconda versione del questionario.

Manca la parte specifica per ogni istituto, in particolare quella riferita al liceo classico.

Aggiungete domande che possono portare alla luce la realtà dei ragazzi nelle scuole.

Consiglio per i ragazzi: pensate a quali sono i vostri problemi a scuola, in classe, con i compagni o con i professori e poi elaborate una domanda su questo…

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INCHIESTA NELLA SCUOLA

Riunione 1° – 30/10/2010

Circa 20 persone presenti; presente anche il prof. sociologo Enrico Ercole.

La riunione inizia con una breve introduzione sulle attuali deprimenti condizioni della situazione culturale e dell’impulso partecipativo di larga parte dei giovani. Soffermandocisi a questo riguardo sulla questione “Lista Fascista allo Scientifico”, è subito dibattito e sano scambio di opinioni.

Un rappresentante del Liceo in questione presente ci racconta la fine della faccenda e ci da un’opinione della cosa vista da dentro: pensa vi sia stata data troppa importanza “mediatica” (immagino riferendosi a questa pagina facebook: http://www.facebook.com/event.php?eid=112428518820321 ) e ci racconta come all’attivazione anche dei rappresentanti uscenti (alcuni poi rieletti) la cosa sia stata ridimensionata e sia stata inserita una sorta di clausola elettorale che d’ora in poi negherà a certe liste la possibilità di presentarsi. Continua a leggere

Tirando le somme: la protesta dell’Istituto Alfieri.

Beh ragazzi, voi che avete partecipato, voi che avete fatto sì che questa protesta prendesse corpo … Che ne pensate? Tiriamo assieme le somme?

I ragazzi in piazza San Secondo saranno stati 150, forse 200 all’apice della partecipazione: può sembrare poco per un Istituto Alfieri che conta sotto il suo tetto traballante, tra Liceo Classico e Quintino Sella, circa 6-700 studenti. Ma è comunque un risultato, una buona base da cui partire, che immagino tenderà ad allargarsi se saprete, se sapremo, organizzare il malumore dei ragazzi (aggiungerei anche se sapranno loro darsi una mossa, la vita che vogliono appiattire in fin dei conti è nostra quanto loro).

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La politica nelle sQuole

Vi cito e vi commento subito dopo un interessante quanto “allibente” (passatemi il termine, i giovani democratici di Brescia me lo passerebbero!) articolo di Simone Oggionni, portavoce nazionale dei Giovani Comunisti.
Vi prego di avere la pazienza di leggerlo tutto, è importante anche per sfatare alcuni pregiudizi ingiusti ormai da troppo legati al comunismo…

Se l’italiano “sarebbe” conosciuto bene….

La situazione dell’istruzione è sempre più disastrosa in Italia. Oltre ai vari e numerosi tagli, alle scuole pubbliche ricoperte dal simbolo di lega nord, ora anche il livello di questa istruzione vacilla. Da una ricerca effettuata dall’ISTAT per l’ Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione ( INVALSI), risalente a circa un mese fa, è risultato che 1/3 dei liceali italiani non è capace di scrivere utilizzando un italiano corretto.In un continuo crescendo di risultati negativi, passiamo dai licei con una media del 36,1% a quella dei professionali del 87 % di temi bocciati. La ricerca effettuata sugli esami scritti del secondo ciclo, ci permette di stupirci e scandalizzarci, di fronte a un numero di giovani, che, si troverà ad affrontare il mondo del lavoro, senza neanche un’adeguata conoscenza linguistica. Le motivazioni, a mio parere sono molteplici e riscontrabili anche solo girando per le scuole di asti. L’utilizzo di un lessico ridotto, e corrotto da parole non appartenenti alla nostra lingua, (cosa non negativa, se non andasse a creare un minestrone di parole italiane, inglese e francesi, spesso utilizzate a sproposito)la visione di un modello televisivo che basa la propria comunicazione su un linguaggio abbozzato e pieno di imprecisioni verbali, e una totale indifferenza verso l’automiglioramento attraverso la lettura. Parlando per esperienza personale, e frequentando una scuola agraria, sento sempre più spesso un utilizzo massiccio del piemontese, che di per sè non è un fattore negativo, se non fosse che molte delle parole conosciute in piemontese sono sconosciute in italiano. Nei temi corretti dai professori, vengono trovati errori inimmaginabili, come “l’ampadina” e “all’evamento”. E tempi verbali come il congiuntivo, sono spesso inutilizzati.

Naturalmente dalla visione del livello scolastico degli alunni italiani si può notare come in fondo, lo stato, funziona.

Certo perchè uno stato ignorante, cerca di rendere ignoranti i propri cittadini, in modo da renderli facilmente controllabili, visto che un popolo che ignora non è capace di opporsi. Quindi in questo senso l’obbiettivo dello stato è stato centrato in pieno considerando che questo 87% di diplomati anche avendo conseguito un voto negativo nella prova scritta di italiano, un giorno dovrà presentare dei curriculum, dei ricorsi, e numerosi altri documenti.

Se la situazione peggiorerà o migliorerà si potrà solo sapere con il passare del tempo

Cristian Caiazzo