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6 occasioni per chiederci: ma che diavolo ha l’Italia?

Questa vorrà essere un pò come una rassegna commentata dei principali fatti accaduti nelle ultime settimane e negli ultimi giorni, che in qualche modo hanno a che fare con la sinistra, sicuramente hanno a che fare con l’Italia, un paese sempre più povero, culturalmente e tranne rari casi anche politicamente… vento o non vento del cambiamento!

Cominciamo!

1) La svolta moderata e lo sbriciolamento dell’IdV.

non sono di sinistra...lo giuro!!

“Non esiste una vera alternativa a Berlusconi, siamo pronti ad appoggiare le sue riforme una volta valutate accuratamente”. “Solidarietà sì ma anche libero mercato e meritocrazia, e lo spirito legalitario della Destra Sociale!” Poi uno scambio di battute in Aula con l’arci(ex)nemico B. E’ questo il modo che Di Pietro, il lìder maximo dell’IdV, sceglie di annunciare la svolta del suo partito, alla ricerca del voto moderato e terzopolista. Continua a leggere

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Asti e dintorni

Lascio qui di seguito alcuni appuntamenti che sono per me importanti ed interessanti:

21-22 GENNAIO: Torino, Teatro Colosseo,  “Urge” di e con Alessandro Bergonzoni

23 GENNAIO: Asti, Palazzo della Provincia, ore 09:00 Congresso dell’ A.N.P.I.

24-25 GENNAIO: Asti, Casa del Popolo, Serate a sostegno della Fiom

28 GENNAIO: Torino, Sciopero generale dei lavoratori metalmeccanici Fiom-Cgil contro l’accordo di Mirafiori.

29 GENNAIO: Asti, Casa del Popolo, “Sapere Pubblico” apericena organizzato dai Giovani Comunisti di Asti.

Fino a fine mese non avrete di che annoiarvi.

Luca Rondoletti

Il NO al diktat ed il SI ad un impegno concreto e costante dei comunisti.

1931 PCI Congresso clandestino di Colonia conclusioni di Ruggero Grieco

“Non crediate, compagni, che solo perchè sentiamo di aver ragione, ciò sia sufficiente perchè il proletariato italiano e le masse lavoratrici in genere si mettano al nostro seguito. La conquista della maggioranza del proletariato e della direzione della lotta rivoluzianaria è il risultato del lavoro politico del partito comunista durante decenni, lavoro condotto in ogni situazione, sotto i colpi feroci dell’avversario che non ci dà tregua, ripreso ogni giorno, con ostinazione, inflessibilità e a volte eroismo………E’ da dieci anni che sentiamo ripetere che il comunismo è morto e seppellito: lo ripetono i dirigenti fascisti e la gente dell’antifascismo democratico e della socialdemocrazia: ditelo voi, compagni, se la razza dei comunisti, tenace perchè sorge dalla classe operaia, possa essere distrutta dalla ferocia e dalla stupidità degli avversari.”

Da queste parole di Ruggero Grieco vorrei partire per alcune brevi considerazioni sul voto di Mirafiori.

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FIAT, Italia (una volta…)

Ma cosa si guarda quando si compra un’automobile?

Vediamo: il costo? Il consumo di carburante? La bellezza e la praticità del modello? Gli accessori?

O c’è qualcuno che chiede al concessionario il contratto di lavoro dei dipendenti della casa automobilistica???! (Oddio, forse bisognerebbe incominciare a farlo. Magari non tanto per le automobili quanto per altri  generi di consumo, es. abbigliamento, giocattoli…. dove si finirebbe per scoprire che certi prezzi imbattibili si reggono solo e soltanto su condizioni di lavoro schiavistiche, sullo sfruttamento dei bambini, sull’inquinamento senza regole e ad altre consimili amenità. Comunque, in genere, non si indaga.).

Ora, sembra che ai dipendenti Fiat di Pomigliano e di Mirafiori (gli altri seguiranno) sia richiesto di peggiorare drasticamente le loro condizioni di lavoro se vogliono mantenere il posto. Ma il loro Continua a leggere

In centomila con la FIOM! Firma l’appello di Flores D’Arcais, Camilleri e Hack!

In centomila con la Fiom. Firma anche tu l’appello di Camilleri, Flores d’Arcais e Hack

Centomila firme, per un sito come il nostro, sono un OBIETTIVO “IMPOSSIBILE”, anche se avessimo il sostegno di link importanti. Ne abbiamo raccolte in passato fino a ventimila (19916) per l’appello in solidarietà con Marco Travaglio, accusato da Fabrizio Cicchitto in Parlamento di “terrorismo mediatico”, in un clima di mobilitazione delle più importanti testate contro la legge-bavaglio, mentre in piazza su questo tema si era speso anche Roberto Saviano.

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Mirafiori ed il pessimo accordo: che dicono CENTRO-sinistra e PD?

Il presidente del Comitato centrale della Fiom Giorgio Cremaschi attacca l’accordo sottoscritto fra la Fiat e le altre sigle sindacali: “E’ come se Berlusconi dicesse che per risanare il bilancio bisogna cancellare le elezioni. E’ la prima volta dai tempi del fascismo che si prova a togliere il diritto dei lavoratori ad eleggere i propri rappresentanti”.  Poi si rivolge a Susanna Camusso: “Un errore cercare l’accordo con Confindustria.

Questo per dare l’idea di ciò che si pensa all’interno del mondo sindacale FIOM (il sindacato, l’unico, ancora dalla parte dei lavoratori).

Continuiamo: l’intesa, che ha ricevuto il via libera delle altre sigle (Fim, Uilm, Ugl e Fismic) prevede una serie di regole che vanno dall’orario di lavoro alle assenze per malattia. Ma la novità più importante è che, con l’uscita da Confindustria, la NewCo che sorgerà dalle ceneri di Mirafiori non sarà più obbligata a riconoscere il contratto nazionale siglato con Federmeccanica. E così potrà anche abolire le relazioni sindacali stabilite dall’intesa tra industriali e sindacati confederali nel 1993, che prevede il diritto dei lavoratori di uno stabilimento di eleggere autonomamente i propri rappresentanti (che vanno a formare le Rappresentanze sindacali unitarie). Nella nuova azienda avranno voce in capitolo solo gli esponenti eletti da quei sindacati che hanno firmato l’intesa. E qui, per la FIOM, casca l’asino. Secondo Cremaschi, il patto di Mirafiori è il segno tangibile dell’avanzata dell’autoritarismo. Continua a leggere

Lavoro,Diritti,Sciopero: la Manifestazione FIOM del 16 Ottobre!

È il rosso il colore dominante della manifestazione del 16 ottobre.È “compagni” la parola più utilizzata in questa giornata.

Probabilmente una delle più folte manifestazioni degli ultimi anni, quella
che ha portato a Roma circa un milione e mezzo di persone,tutte unite sotto un’unica causa, la difesa dei lavoratori.

Tre sono state le parole d’ordine:

-Lavoro: perché è inaccettabile che, anche in casi di aziende che riuscirebbero a produrre degli utili, vedi la nostra Way Assauto, si tenga così poco conto del destino di decina, centinaia di famiglie.

-Diritti: perché è impensabile che si debba rinunciare ad essi pur di mantenere il proprio posto di lavoro, dopo esserseli faticosamente guadagnati anni addietro.

-Sciopero, infine, come mezzo potentissimo di lotta, via inevitabile di fronte all’offensiva del governo e del padronato. Continua a leggere