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Una manovra economica alternativa: cambiamo l’Italia !

Nei giorni della manovra tremontiana, anche Sbilanciamoci presenta la sua. E’ preparata da esperti ritenuti dai più sognatori e fuori dal mondo. Solo che questa volta sono quelli che hanno vinto i referendum…
Sbilanciamoci e Tremonti hanno presentato in contemporanea le proprie manovre. Mentre la Tremonti è una finta manovra che rinvia a un triennio futuro quella vera, senza neppure indicarne i contenuti e presenta per il biennio 2012-2013 un pacchetto di interventi tanto superficiali quanto eterogenei, la «Controtremonti» di Sbilanciamoci mette in gioco 50 miliardi in tre anni. Continua a leggere

Amministrative 15\16 Maggio: ecco i risultati dei comuni.

Torino e Bologna con il sindaco di “sinistra” al primo turno, Milano – ed è questo la vera notizia- con Pisapia che fa 48,04% e la Morati poco meno del 41,5%. E a Napoli, nonostante uno scrutinio molto lento, dovrebbe essere la lista di De Magistris, appoggiata da Idv e FdS ad andare al ballottaggio col Pdl che comunque non va oltre il 39%. Ad Arezzo il candidato Giuseppe Fanfani appoggiato da Pd, Sel, FdS, Idv e socialisti vince al primo turno con uno scarto del 25% sul candidato del Pdl; lo stesso avviene nel comune di Barletta – dove diventa sindaco Nicola Maffei, sostenuto da Pd, Idv, Sel, FdS, socialisti e Api- e nel comune di Benevento, dove viene eletto Fausto Pepe, candidato di Pd, Idv, Sel, Api. Successo schiacciante nel comune di Carbonia per Giuseppe Casti appoggiato da Pd, SEl, FdS, e alcune liste di centro, che prende quasi il 63% dei voti. Continua a leggere

Napoli: pessimo il PD. Ma intanto noi costruiamo l’ALTERNATIVA!

Napoli, comunali, quasi primavera, un gran casino, tante possibilità, molti errori.

Contestualizziamo giusto in qualche riga la situazione: Napoli è una città sicuramente difficile se pensiamo alla camorra e alla ‘munnezza. Grande, grandissima, se pensiamo alla sua storia, ai suoi colori e alla sua creatività, alla passione genuina che sa infondere in tutti quelli che ci passano un certo periodo della propria esistenza. Napoli è ad un bivio, forse un trivio. Napoli, ovvero i suoi cittadini, possono consegnare la città al centro-destra, quindi agli uomini di Cosentino (il cui processo per mafia inizia in questi giorni) e ipotecare un futuro di infiltrazioni mafiose, di pizzo, di speculazione edilizia… Oppure, e qua arriva il difficile, può volgere lo sguardo altrove.

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Appello alle forze di sinistra sulla vicenda FIAT

Cari compagni e compagne, l’accordo separato firmato con la Fiat su Mirafiori rappresenta una svolta di enorme gravità nella storia del paese e non può essere considerato una questione sindacale. Non rappresenta solo la demolizione dei diritti sanciti da leggi e Contratto Nazionale. Non prevede solamente un netto peggioramento delle condizioni di lavoro in fabbrica. Il dictat di Mirafiori disegna un ruolo per i sindacati e i lavoratori che è in radicale contrapposizione al quadro di regole stabilite dalla Costituzione repubblicana. L’unica sovranità riconosciuta è quella dell’azienda, da cui tutto promana, compresa la possibilità dei lavoratori di vedere riconosciuta una propria rappresentanza sindacale. Si tratta di una logica opposta all’impianto costituzionale che tutela i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, che garantisce la libertà di associazione sindacale e che – in generale- basa la democrazia su un bilanciamento tra i poteri. E’ del tutto evidente che l’offensiva di Marchionne e quella di Berlusconi non sono che le due facce della stessa medaglia. E’ del tutto evidente che questa offensiva congiunta punta allo scardinamento costituzionale e ad un vero e proprio cambio di regime. E’ la Repubblica nata dalla resistenza e fondata sul lavoro che è messa in discussione da queste iniziative. Non si tratta di una questione sindacale ma politica.
Per questo ritengo necessario appellarmi a voi per costruire una risposta unitaria immediata. Per questo vi propongo di condividere e costruire unitariamente iniziative di informazione e mobilitazione, per questo vi propongo di fare unitariamente un appello alla CGIL affinché venga proclamato al più presto lo sciopero generale. Non si può scaricare sulle spalle dei lavoratori della Fiat il peso di un attacco che è generale e non si può stare a guardare di fronte ad una offensiva eversiva che ha un unico precedente nel nostro paese: l’avvento del fascismo.

Paolo Ferrero
Segretario Rifondazione Comunista