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L’irresistibile discesa di Piero Sansonetti

Nello Gradirà, 29 luglio 2010

È di questi giorni la notizia che Piero Sansonetti, ex direttore di Liberazione ai tempi in cui nel PRC comandavano Bertinotti e l’”Obama bianco” Nichi Vendola, andrà a dirigere il quotidiano Calabria Ora.

La carriera di Sansonetti ha degli aspetti decisamente divertenti, ma pone anche degli interrogativi seri su come un personaggio del genere abbia potuto dirigere il quotidiano del maggior partito della sinistra italiana.

Nel 1990 Sansonetti arriva a L’Unità, dove sarà vicedirettore e poi condirettore. E gli anni Novanta per L’Unità sono stati quelli della crisi di vendite che ha portato, nel 2000, alla chiusura del giornale.

Gennaro Carotenuto ricorda che “Quando morì Diana Spencer riuscì a disgustare tutti e ad accelerare il percorso verso il fallimento titolando ‘Scusaci principessa’ e dedicando una dozzina di pagine a quello che considerava l’evento del secolo”.

Passato a Liberazione, si sente investito di una missione singolare: quella di sostenere posizioni di destra dalle pagine di un quotidiano di sinistra. Continua a leggere

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Paolo ha chiuso

Riporto un articolo di Paolo Barnard, non so quanti lo conoscano. L’ho seguito per molto tempo e mi spiace un sacco che si sia arreso così. Ha vissuto lottando sempre e vivendo sulla sua pelle tutto, forse troppo per reggere. L’unica cosa che posso dire è “non mollare!” ma sono parole che non gli arriveranno visto che sono scritte sul web dal letto comodo di casa mia.

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L’importanza del nostro simbolo

Tempo fa, durante un pranzo con dei colleghi, è uscita un’interessante discussione: cosa rappresenta il nostro simbolo (falce e martello) nel 2011?
Per molti, tutti non certamente pidiellini, anzi, questo simbolo sarebbe da abolire: troppo è il dolore causato in alcune regioni del mondo che hanno subito un regime cosiddetto comunista.
Io credo che la storia di questo simbolo, in Italia, sia un’altra: valori legati alla resistenza, valori legati alle lotte per le classi operaie, prima, durante e dopo la guerra. Quanto è importante mantenerlo ancora al giorno d’oggi? È giusto “seguire la corrente” e magari privarsi di un qualcosa che ci appartiene, in quanto molto probabilmente percepito da parte (forse, buona parte) della gente come vetusto, se non inutile e anzi, a volte pure negativo? Continua a leggere

Viva la scuola pubblica!

Io, Federico Gasparetto, studente del liceo Linguistico Statale, ho partecipato a questa manifestazione, come altri miei coetanei, per gridare che anche noi crediamo nella scuola pubblica. Ci crediamo perché la viviamo, la stiamo costruendo noi. Passiamo la maggior parte della giornata con i professori, che nonostante i continui attacchi del Presidente del Consiglio, continuano a impegnarsi nel loro lavoro. Professori che malgrado i tagli della riforma Gelmini continuano a dare importanza alla loro professione; professori che credono dell’insegnamento come mezzo per formare cittadini liberi, coscienziosi ma soprattutto cittadini liberi!

Noi studenti sosteniamo questa scuola pubblica, crediamo davvero che sia il giusto percorso per raggiungere i nostri obbiettivi.

Sosteniamo questa scuola perché siamo parte integrante, la stiamo migliorando giorno dopo giorno, attraverso attività sportive, culturali. Un esempio ne è la cogestione, uno splendido momenti di incontro tra professori e studenti. Continua a leggere

La Armosino ed il suo rapporto con Asti

Maria Teresa Armosino è il nostro (più che altro nostro malgrado) Presidente della Provincia. Quì pubblichiamo un video che fu parte di un buon servizio di una puntata di Report della Gabanelli, tutto centrato sui doppi e tripli (e oltre) incarichi e così via. Faccenda che interessava ed interessa tutt’ora direttamente la Armosino dato che il nostro Presidente della Provincia è anche deputato PDL (oltre essere avvocato in attività e presidente dell’ATL), e passa la maggior parte della sua settimana a Roma. Sarebbe opportuno che la cosa fosse conosciuta in primo luogo da tutti gli abitanti di Asti e provincia. Continua a leggere

Un po’di coraggio, finalmente!

Da ‘Il Riformista’:
Sanremo, 16 feb. – “Luca e Paolo hanno detto cose su cui magari scherziamo tutti tra di noi. Ma loro hanno avuto il coraggio di dirle davanti alle telecamere”. Cosi’ Gianni Morandi ha commentato la performance dei due comici delle ‘Iene’ nella prima serata del festiva. “Il gioco allo sputtanamento tra quei due e’ sotto gli occhi di tutti”, ha aggiunto Morandi riferendosi evidentemente al premier e all’ex alleato Fini. Morandi ha confermato di non aver saputo nulla prima dell’esibizione sulla canzone ‘Ti sputtanero”: “Vi confesso che addirittura mi ero fatto l’idea che avrebbero fatto una canzone su una coppia gay. Ci hanno depistato fino all’ultimo”. Anche per ottenere le foto di Berlusconi e Fini sullo sfondo, Luca e Paolo hanno rivelato di aver puntato a creare confusione perche’ nessuno, tranne il regista, capisse.

Didi 

Antitestamento

Questo è un antitestamento, cioè non quello che lascio se non torno, ma quello che voglio quando torno.

(inizia al minuto 1,44 del primo video)

Quando torno voglio capire perchè ci sono le luci di natale quando c’è gente che deve lottare per un lavoro e per un tetto.

Quando torno voglio che qualcuno abbia occhi nuovi, per vedere lo schifo ed il nulla che lo circonda.

Quando torno voglio parlare un po’ di più con me, è troppo tempo che mi ascolto poco.

Quando torno voglio che qualcuno si accorga che la Federazione della Sinistra era l’unico partito di fronte a Mirafiori.

Voglio cambiare quando torno, voglio smettere di essere timido e moralista.

Quando torno voglio apprezzare il bello e condannare il brutto.

Quando torno voglio portare Rifondazione al 45% e poter dire “Questa legge elettorale fa schifo? Vero stronzetti? (Vendola Prrrrrrrrr)”

Quando torno voglio prendere Marchionne e i suoi amichetti e sputargli in faccia.

Voglio capire, quando torno, come fai tu professore a votare PDL.

Quando torno voglio che i GC Asti siano un più attivi visto che le cose bene non vanno.

Quando torno voglio aprire un circolo Arci con i compagni di Vinchio.

Quando torno voglio smetterla di sentire parlare degli idioti e poi nei giorni successivi sentir ripetere i loro non pensieri.

Quando torno voglio vedere Andrea ogni tanto.

E soprattutto quando torno voglio iniziare a cambiare qualcosa. Non dico il mondo ma almeno una cosina la devo fare.

Luca Rondoletti

P.S. Mi scuso con il Pensiero di Bergonzoni per questa libera ispirazione.
P.P.S. In basso a sinistra c’è un documento molto utile e interessante sulla scuola.