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Asti, 29-09-11: assemblea pubblica. Il Comitato Asti 2012 incontra firmatari dell’appello, cittadini, movimenti, partiti

Sono 200 i sottoscrittori dell’appello, cittadini e cittadine che si daranno appuntamento il 29 settembre, alle 21,00, in Ex sala Consiliare nel Comune di Asti.
Un appuntamento importante per far in modo che Asti possa vivere un vento di cambiamento nelle speranze, nella concretezza e in un progetto di città altra e non solo possibile, ma necessaria.
I duecento firmatari vogliono lavorare insieme e dare metaforicamente “la sveglia” alla politica, ricostruendo la partecipazione dei cittadini alla vita politica del Comune, luogo istituzionale piu’ prossimo ai cittadini.
Per fare in modo che questo avvenga, c’è bisogno dell’impegno, delle capacità di tutti.
Il Comitato Promotore invita quindi cittadini, firmatari, curiosi, movimenti, partiti ecc. Partecipa il 29 settembre!

Il testo dell’appello: Continua a leggere

Appello: “…affinché anche Asti possa vivere il vento di cambiamento!”

Noi sottoscritti, semplici cittadini elettori, simpatizzanti e militanti delle forze politiche del centro sinistra e della sinistra, animatori di associazioni ambientaliste, di coordinamenti e movimenti per la difesa dei beni comuni, per la difesa e la valorizzazione della dignità delle persone, per la difesa del lavoro e della dignità nel lavoro,

Ci appelliamo

 Alle forze politiche del centro sinistra e della sinistra affinché anche Asti possa vivere il vento di cambiamento che si è respirato nel Paese in occasione dei recenti referendum e delle elezioni amministrative Continua a leggere

In centomila con la FIOM! Firma l’appello di Flores D’Arcais, Camilleri e Hack!

In centomila con la Fiom. Firma anche tu l’appello di Camilleri, Flores d’Arcais e Hack

Centomila firme, per un sito come il nostro, sono un OBIETTIVO “IMPOSSIBILE”, anche se avessimo il sostegno di link importanti. Ne abbiamo raccolte in passato fino a ventimila (19916) per l’appello in solidarietà con Marco Travaglio, accusato da Fabrizio Cicchitto in Parlamento di “terrorismo mediatico”, in un clima di mobilitazione delle più importanti testate contro la legge-bavaglio, mentre in piazza su questo tema si era speso anche Roberto Saviano.

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Appello alle forze di sinistra sulla vicenda FIAT

Cari compagni e compagne, l’accordo separato firmato con la Fiat su Mirafiori rappresenta una svolta di enorme gravità nella storia del paese e non può essere considerato una questione sindacale. Non rappresenta solo la demolizione dei diritti sanciti da leggi e Contratto Nazionale. Non prevede solamente un netto peggioramento delle condizioni di lavoro in fabbrica. Il dictat di Mirafiori disegna un ruolo per i sindacati e i lavoratori che è in radicale contrapposizione al quadro di regole stabilite dalla Costituzione repubblicana. L’unica sovranità riconosciuta è quella dell’azienda, da cui tutto promana, compresa la possibilità dei lavoratori di vedere riconosciuta una propria rappresentanza sindacale. Si tratta di una logica opposta all’impianto costituzionale che tutela i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, che garantisce la libertà di associazione sindacale e che – in generale- basa la democrazia su un bilanciamento tra i poteri. E’ del tutto evidente che l’offensiva di Marchionne e quella di Berlusconi non sono che le due facce della stessa medaglia. E’ del tutto evidente che questa offensiva congiunta punta allo scardinamento costituzionale e ad un vero e proprio cambio di regime. E’ la Repubblica nata dalla resistenza e fondata sul lavoro che è messa in discussione da queste iniziative. Non si tratta di una questione sindacale ma politica.
Per questo ritengo necessario appellarmi a voi per costruire una risposta unitaria immediata. Per questo vi propongo di condividere e costruire unitariamente iniziative di informazione e mobilitazione, per questo vi propongo di fare unitariamente un appello alla CGIL affinché venga proclamato al più presto lo sciopero generale. Non si può scaricare sulle spalle dei lavoratori della Fiat il peso di un attacco che è generale e non si può stare a guardare di fronte ad una offensiva eversiva che ha un unico precedente nel nostro paese: l’avvento del fascismo.

Paolo Ferrero
Segretario Rifondazione Comunista