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Il mondo in rivolta

 Il mondo è in subbuglio, in molti paesi sono in corso delle rivolte, causate dai tagli messi in atto dai governi neoliberisti.

Dalle proteste studentesche contro i tagli all’istruzione dell’autunno scorso in Italia e Regno Unito, si sono susseguiti numerosi fenomeni di protesta sociale rivolti contro il sistema dominante: le primavere arabe, gli indignados spagnoli, le straordinarie esperienze delle elezioni amministrative e dei referendum per l’acqua pubblica, contro il nucleare e il legittimo impedimento , le proteste in Grecia contro l’austerity, la protesta NO TAV, le proteste in Israele, la rivolta degli studenti cileni ed infine le rivolte di Londra.
Il sistema di potere è lontano dalla gente e si dimostra incapace di fare fronte ai problemi causati dalla crisi globale, i governi infatti non hanno fatto altro che reprimere( molto spesso con l’uso della forza) le spinte per il cambiamento che vengono dal basso.
Queste recenti rivolte dimostrano come le misure neoliberiste contro la crisi(che comprendono oltre ai tagli la riduzione dei diritti sociali e della democrazia) siano inutili e soprattutto non volute dalle genti di tutto il pianeta.
Per creare un’alternativa a questa società occorre però che queste rivolte trovino uno sbocco politico, altrimenti rimarranno solo episodi isolati e non si trasformeranno in un movimento di dissenso a livello globale.
I partiti comunisti devono assolutamente riuscire ad interpretare il disagio sociale espresso da questi fenomeni di protesta sociale per riuscire ad opporsi alle misure di austerity dei governi neoliberisti, questo punto è importante soprattutto in Italia viste la scarsità e l’inadeguatezza delle alternative.

Diego Mazzucco

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5 Risposte

  1. Grande articolo Diego! Mi piace molto!

    Penso che tocchi a noi capitalizzare buona parte di questa indignazione e di queste proteste!

  2. Ciao, mi permetto di intrufolarmi perché il finale dell’articolo mi ha ricordato un monologo di Gaber molto divertente che vi riporto:

    E’ la cacca dei contadini. Tutto lì…: la cacca dei contadini.
    Me l’ha spiegato Fortini. A lui piacciono queste storie, e anche a me.
    In Russia, durante la rivoluzione, i contadini entravano nei palazzi dello Zar e defecavano nei suoi preziosissimi vasi: un gesto di disprezzo, di distruzione. Bello, stupendo!…
    Sì, ma perché bello? Perché la distruzione, la cacca dei contadini, è importante se ha un senso storico, se c’è qualcuno che la raccoglie. E in quel momento c’era un Lenin che la raccoglieva… non la merda… il suo significato.
    Adesso non dico che uno deve vedere se c’è Lenin prima di… Intanto noi non siamo contadini, non c’è la rivoluzione… e non si sa dove cagare!

    Speriamo che i partiti comunisti riescan a dare un senso storico a tutta questa cacca!
    Ciao!

  3. Ma com’è che certa gente non riesce a fare un commento senza insultare?

  4. Non ho ancora visto un “comunista” aiutare qualcuno.

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