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L’importanza del nostro simbolo

Tempo fa, durante un pranzo con dei colleghi, è uscita un’interessante discussione: cosa rappresenta il nostro simbolo (falce e martello) nel 2011?
Per molti, tutti non certamente pidiellini, anzi, questo simbolo sarebbe da abolire: troppo è il dolore causato in alcune regioni del mondo che hanno subito un regime cosiddetto comunista.
Io credo che la storia di questo simbolo, in Italia, sia un’altra: valori legati alla resistenza, valori legati alle lotte per le classi operaie, prima, durante e dopo la guerra. Quanto è importante mantenerlo ancora al giorno d’oggi? È giusto “seguire la corrente” e magari privarsi di un qualcosa che ci appartiene, in quanto molto probabilmente percepito da parte (forse, buona parte) della gente come vetusto, se non inutile e anzi, a volte pure negativo?
La propaganda berlusconiana è ormai riuscita a convincere tantissime persone dell’equivalenza tra nazifascismo e comunismo, al grido di “anche loro hanno fatto milioni di morti”, scordandosi che, almeno per quanto riguarda gli Italiani, la storia del Partito Comunista (il più importante d’Occidente) è ben altra. O forse omettendolo volontariamente. Il riformismo cavalca quest’onta, e anche (ex?) compagni come Vendola ne approfittano, “svecchiando” il proprio simbolo, il proprio partito, e traendone un vantaggio politico, perlomeno nel breve termine.
E voi, quanto ritenete fondamentale il nostro caro “falce e martello” al giorno d’oggi? Come la prendereste se il buon Ferrero decidesse di fare eliminarlo dal simbolo del partito?

Diego Burgio

 

 

 

 

 

 

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14 Risposte

  1. Io credo che il nostro simbolo sia ancora importante e credo che sia ancora importante tenerlo; un simbolo che mantiene, immutata negli anni, una duplice forza legata alla sua essenza:
    – la forza che deriva dal suo significato più diretto ovvero un futuro di liberi ed uguali, un futuro giusto e senza povertà. Un futuro che condanna e bandisce l’eccesso dell’uno che è causa di limite per i molti.
    – la forza che deriva dal suo significato diciamo secodnario, ma solo perchè forse meno diretto. La forza di una pratica politica trasparente, onesta, collettiva. Quotidiana. Una pratica politica che valorizza e rende partecipi e attive tutte le singole parti di quel tutt’uno che è il partito comunista.

    Per quanto riguarda la contro-propaganda berlusconiana e non, la menzogna, queste sono sommamente da combattere ed avversare, così come lo sono i paragoni inaccettabili. Per quanto possano essere stati negativi lo stalinismo ed il maoismo, con il loro sangue e i loro aspetti autoritari, mantengono mille gradi di differenza rispetto a nazismo e fascismo.
    Mille gradi che rendono anche il peggior comunismo mille volte più giusto, equo e libero del migliore dei fascismi.

  2. Il simbolo non si può abbandonare. Rappresenta troppe cose troppo importanti per essere abbandonate. Dobbiamo diffonderlo, far capire cosa rappresenta e togliergli quell’alone d’infamia di cui è stato ricoperto. Farlo tornare quel che è.

    Bandiera Rossa, ridiventa straccio, e il più povero ti sventoli. (Pierpaolo Pasolini)

    Resto dell’idea che nel periodo in cui ci troviamo
    bisogna lottare ed essere uniti per cambiare le cose.
    Ci sono problemi che sono comuni a tutti e con tutti bisogna lottare. Ci sono problemi che vediamo o percepiamo solo noi per cui dobbiamo lottare ancora di più sapendo appunto di essere pochi.

  3. NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! AVEVO COMMENTATO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! ok.. adesso prima che ricommentero (colpa di sto ********* di pc), passera un po’ di tempo.. grrrrrrrrr (cancellate pure qst messaggio..xD)

  4. Cari giovini, sono un matusa. Vi chiedo, cosa rappresenta la falce e il martello? Il lavoro. E la stella? L’internazionalismo.
    Non sono pochi coloro che si sono fatti uccidere per una bandiera. Tutti coglioni o il simbolo … simboleggia delle idee alle quali non si è disposti a rinunciare? E farci una discussione con uno storico che “stimoli”???
    A parte che Ferrero (e Diliberto, e Rossi …) penso abbiano altri crucci, credo che il solo Bertinotti accarezzasse questa idea.
    Due domande: il PRC è un progetto comunista, ergo COMUNITARIO; non sarebbe bene che anche noi facessimo prevalere il primato delle idee e degli organismi collettivi, e non l’idea che vi sia un PRIMATE che ne dirige altri (cioè Ferrero e noi)?
    Attenti ai padri/padroni, ai soggetti non umili, a coloro che scrivono volantini e non ne distribuiscono uno, inventano manifesti senza appiccicarne … se ti affidi ad un leader e questo ‘sbarella’, diventa “auto-referenziale” … sei fritto! La mia esperienza impone vi sottoponga 4 parole chiave sono: UMILTA’, COLLETTIVO, COERENZA e ALTRUISMO.
    Vorrò però essere laico: cambiare questo simbolo con quale altro (se e perchè si vedrebbe …)???
    E se durante il dibattito con lo storico provaste/simo addirittura a pensare noi un altro simbolo (ovviamente si tratta di pura astrazione, ma … potrebbe risutare un esercizio interessante)???
    Anche per non prenderci troppo sul serio.

  5. Il simbolo è importante perché rappresenta un ideale che delle persone hanno rispettato, difeso ed onorato nel corso della storia. Non sarebbe giusto cambiarlo, solo perché esser comunisti “non va più di moda” oppure perché in nome di quel simbolo si è sbagliato.
    Esser comunisti è tutto meno che antistorico al momento, la società capitalista sta mostrando tutti i suoi limiti, e noi dovremmo essere in grado di coglierne i punti deboli e dire come il nostro modello di società potrebbe essere migliore.

  6. Partendo dal presupposto che sono d’accordo che il simbolo sia importante perchè ricorda e mette al centro un’ideale, mi chiedo io, ad esempio se si allargasse la FdS a soggetti di sinistra che pero non si sentono propriamente comunisti, per cui la falce e martello non sono rappresentativi, e chiedessero di toglierlo dal simbolo della FdS?
    Cioè pur sentendo come nostri quel simbolo e quell’ideale, saremmo pronti a lavorare, spenderci, e percio anche poi votare una Federazione, che quindi come tale non è un partito ma un’unione di essi, volti a collaborare, la quale essendo di Sinistra, non è per forza Comunista, e non ce l’ha nel SUO simbolo?
    Edoardo

    • Gradirei leggere al più presto risposte di Massimo, Roy, Davide ecc a questa interessante domanda.
      Nel frattempo azzardo un’analisi, per saziare la curiosità di Edo.
      Se parliamo di una Federazione, come tale questa non comporterebbe la fine dei partiti, anche comunisti e con falce e martello nel simbolo, che la compongono.
      Prendendo la FdS, questa è composta al 95% da comunisti e al 5% da socialisti quindi è doveroso che il simbolo della FdS esponga un qualcosa di forte, significativo ed identificativo come la falce e martello. Ipotizziamo però che Vendola, smettendo di rincorrere il PD, inizi a credere nella costruzione di un polo di sinistra e alternativo al centro-sinistra, e che identifichi come partner privilegiati di questo progetto il PRC ecc e supponiamo che la cosa sia ricambiata, e lo sarebbe al 90%, e supponiamo che si ventilasse l’ipotesi di creare una specie di FdS “allargata” a SEL e a qualche associazione magari non propriamente comunista. In questo caso falce e martello nel simbolo di questa Federazione allargata, a meno che SEL non torni almeno a maggioranza comunista o socialista, sarebbe difficile farlo permanere.
      Questo fatto produrrebbe sicuramente degli scazzi, remore, incazzature, ma non credo che ci precluderebbe il votare questa Federazione ipotetica, perchè esisterebbe ancora in tutta la sua soggettività e magari con una egemonia crescente il PRC con il suo simbolo inequivocabilmente comunista.
      Qualcuno ha un’opinione radicalmente differente dalla mia?

  7. Credo di poter convenire con te.. Pero ad esempio vorrei sentire altri, perchè dubito che questa sia l’opinione piu diffusa.. Direi tra l’altro che questa dovrebbe essere la strada della FdS, cioè quella della costruzione di un polo di sinistra, che possa contare, e che riuscendo a tornare anche tra le Istituzioni, riesca a spostare verso sinistra l’asse di questo paese..
    Tra l’altro se questa operazione si riuscisse, riporterebbe un po’ di credibilita a quella sinistra “radicale” divisa e sconnessa, i cui mille partitini sono dipinti e rappresentati come inutili. Se poi Vendola & Co. non sentono i richiami che secondo alcuni quasi quotidianamente arrivano dai nostri dirigenti, perche non si prova ad avercelo con quelli come ad esempio S. Critica, oppure il PC dei Lavoratori, oppure con quello di Rizzo (credo tra l’altro significativo che sia cosi ricordato, e che nessuno ne ricordi piu il nome.. io non vorrei diventare il partito di Ferrero, o Ferreo&Diliberto…).

    Tra l’altro, non mi ricordo più dove ma mi sembrava aver letto da qualche parte un Matusa, che facendo riferimento alle rivoluzioni, diceva che queste erano popolari, e non leaderistiche.. Beh, su questo non mi trovo d’accordo, se penso alla riv. Francese un paio di nomi mi vengono, se penso (piu vicina a noi) a quella russa, me ne vengono almeno un’altro paio, per no parlare di quella Cubana.. Ora, possiamo anche dirci che i leader sono brutti e cattivi, ma ritengo invece che un’uomo che sappia muovere la piazza sia necessario, magari nel nostro caso non mi limiterei ad uno solo cosi ad’ovviare al problema che diceva lui, che fritto il leader fritto il progetto, ma secondo me senza un gruppo dirigente riconosciuto non si va da nessuna parte..

    • certamente quelle che poni sono tutte questioni interessanti.
      Nel mondo dell’ideale io mi vedrei un FdS che acquista nuova capacità elettorale e politica pur non compromettendosi con i poteri forti ad alcun livello, che si cementa al suo interno e riesce ad attirare i partiti francobollo alla nostra sinistra, stoppando l’emorragia di sigle comuniste. Poi vedrei ottimamente se da questo nuovo e più forte aglomerato si sviluppassero 4-5 dirigenti di buon calibro, in grado di dettare un linea politica dura e decisa, capaci di reggere qualsiasi dibattito e capaci di affascinare sulla concretezza e pragmaticità, capaci di parlare a lavoratori e classe medio bassa in genere, capaci di rendere cmq la collettività partitica protagonista. Poi mi vedo Vendola che inizia a rispondere alle sollecitazioni propostegli e ne avanza altre a sua volta, ci si accorda su un programma indubbiamente e totalmente di sinistra. Si consolida un polo di sinistra FORTE, attrattivo, competitivo, appetitosom che mette in difficoltà il PD e che obbliga l’IdV a scelte, magari sancendo anche la morte dell’IdV per fine del suo scopo dubbio.
      Questo sì, cazzo, che sposterebbe l’asse a sinistra.
      Ma…servirebbero almeno 18-24 mesi, Vendola non ci vuole e non ci vorrà almeno fino a che non si prende una saccagnata sul muso, non so se si intravedono nella FdS leader emergenti, i coriandoli alla nostra sinistra ci vedono come noi vediamo il PD, circa.
      Come ne usciamo? Che passo proviamo a fare per primo?

  8. Nico, cazzo, ma quanto vedi???? xD buhahah ok.. possiamo tornare seri..

  9. a me sembra necessario fare alcune dovute considerazioni. credo che il valore del simbolo della bandiera rossa con falce mertello e stella (con l’aggiuta del tricolore nel caso italiano) non si possa discutere. credo però che non possa diventare motivo di ulteriori divisioni politiche. diffido, inoltre di chi si fa paladino di un simbolo a prescindere dai contenuti. chi (es. roy o massimo) ha vissuto da vicino l’esperienza dell’arcobaleno, ricorderà chi difendeva la necessità di inserire nel simbolo la falce e martello. e si tratta delle stesse persone che ora difendono la scelta del simbolo di sel, senza falce e martello. morale della favola?

  10. Credo che, in assoluto, il simbolo più bello fosse quello originario del partito socialista, che, oltre alla falce e martello, conteneva altri due elementi fondamentali del progetto di riscatto del lavoro e di costruzione di una società nuova e più giusta: il sole che nasce ed il libro aperto. Cosa è rimasto oggi di quel progetto? Davvero poco, direi. Il becero anticomunismo che appare oggi egemone non è solo berlusconiano, ha trovato molti aderenti anche nella galassia della ex-sinistra dispersa, pentita e immergente. Molti hanno accettato e fatto propri gli argomenti degli avversari, altri hanno parlato della necessità di rifondare il progetto senza riuscire a dargli nuove forme e gambe, mentre la “fine delle ideologie” è diventata la favola con cui si giustifica il dominio incontrastato del liberismo selvaggio. Se, in nome della falce e martello, sono stati commessi anche dei crimini non significa che le speranze, le lotte, le conquiste che hanno coinvolto le vite e le passioni di milioni di donne e uomini in tutto il mondo siano per questo diventate inutili o criminali. Che siano venute meno le ragioni di un progetto di trasformazione della società lo dicono i nuovi padroni. Il problema è che in molti, troppi, ci credono.

  11. Pensate a tutte le persone che avete ucciso, provate a far vedere una “falce e martello” alle persone dell’est che son state sotto l’unione sovietica e poi vedrete cosa vi rispondono.
    Assassini, violenti, mangiatori di bambini che non siete altro.

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