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Galvagno, le opposizioni e la guerra

Ieri sera, faticosamente, anche grazie alla collaborazione dell’opposizione consiliare, qualche cosa si è ottenuto. L’asse portante, naturalmente, è stata la mobilitazione, in primis quella facente capo al coordinamento Asti est e alle famiglie occupanti di via Allende e via Orfanatrofio, ma anche quella dei compagni e delle compagne di Rifondazione Comunista, della Federazione della Sinistra e della Casa del Popolo. Il parziale successo, le parziali risposte sul tavolo delle emergenze e sugli aumenti delle tariffe comunali, va difeso ed è stato ottenuto solo grazie alla forte mobilitazione. Sappiamo della capacità di questa maggioranza di scappare e di tergiversare sugli impegni presi. Solo se le associazioni e i partiti presenti ieri sera sapranno mantenere alto il livello di mobilitazione potremo sperare di ottenere qualche risultato concreto. E’ per questo che fin da sabato 2 aprile sarà necessaria la più ampia presenza al presidio contro la guerra. Dovremo essere in tanti per gridare il nostro NO all’intervento militare in Libia e il nostro No a tutte le guerre in essere, ma anche per ricordare a questa amministrazione comunale che la nostra lotta non finisce con la forte presenza nel consiglio comunale di ieri sera e con le promesse fatte dal sindaco Galvagno. Sabato sarà l’occasione per tornare a far sentire la nostra voce anche sui problemi dell’emergenza abitativa e su quelli degli iniqui aumenti delle tariffe, che non sono , come si è permesso di dire il sindaco, problemi borghesi ma bensì problemi che colpiscono indiscriminatemente le tasce dei cittadini che fanno già fatica ad arrivare alla fine del mese.
Massimo Di Antonio – Segretario Provinciale PRC Asti
– FOTO della protesta in Consiglio Comunale di lunedì 28 marzo
.
MANIFESTAZIONE CONTRO LA GUERRA
SABATO 2 APRILE 2011-ORE 16
PIAZZA SAN SECONDO-VIA GARIBALDI-ASTI
Ancora una volta il nostro paese, in violazione dell’articolo 11 della Costituzione, si trova a partecipare a una guerra.
Il nostro dissenso rispetto al regime libico, che condanniamo, non può renderci muti rispetto alla partecipazione dell’Italia negli attacchi alla Libia dell’operazione “Odissea all’alba ” .
Ripetiamo purtroppo per l’ennesima volta in questi ultimi 10 anni che non basta condire con aggettivi ‘abbellenti’ (giusta, umanitaria, preventiva) una guerra, perché questa sia meno ripudiabile.
Crediamo che si debbano usare strumenti diplomatici e non bombe.
L’Italia è uno dei principali partner economici della Libia e fornitore delle armi che hanno massacrato durante le rivolte; gli accordi economici e di cooperazione Italia – Libia già avevano all’interno chiare violazioni dei diritti delle persone. Basti pensare alle politiche migratorie, che non erano certo inquadrabili in scelte di cooperazione a favore dei diritti.
Adesso si arriva ad usare uno strumento ipocrita e immorale: LA GUERRA.
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2 Risposte

  1. Ieri sera abbiamo visto le capacita di un sindaco che parlando per diverso tempo (questa volta bisogna ammettere che non è fuggito), senza pero riuscire a dire due parole serie, concrete o che abbiano una reale utilita pratica. Bene, si aprira un tavolo ed è un primo passo, verso si spera una risoluzione positiva del problema. Devo fare pero un’appunto alla nostra modalita di azione. Credo che sia assolutamente necessario risolvere i singoli casi di quelle famiglie sotto sfratto, che hanno percio una reale necessita immediata, ma questo non deve essere l’obiettivo finale della nostra azione, non possiamo avere il ruolo di agenzia che cerca di dare una casa alle richieste, ma dobbiamo spingere verso una piu ampia politica sul tema del problema casa. Dobbiamo chiedere un progetto serio di case popolari, per tutti i cittadini astigiani. Perchè altrimenti il nostro ruolo non puo che impoverirsi..
    Edoardo

  2. Edoardo, sono assolutamente in sintonia con il tuo pensiero. Dobbiamo superare quelli che sono un po’ i limiti del Coordinamento Asti Est. Non discuto il loro operato, il loro tentativo di risolvere in qualche modo il problema dell’emergenza abitativa; non discuto ne la buona volontà ne l’incisività del loro operato. E’ nobile contrapporsi agli sfratti, occupare case e darle a chi ne ha realmente bisogno, ma, come affermi tu è limitativo. Un partito, il nostro partito dovrebbe essere in grado di dare uno sbocco a queste lotte, di incanalarle verso obiettivi più generali. Questo dovrebbe essere il compito di un partito comunista. Qui, invece, paghiamo un po’ quelle che sono le nostre difficoltà, le nostre carenze e, a volte, la sudditanza a vecchi leader consolidati e capaci. Dobbiamo e possiamo migliorare con una migliore militanza nostra e allargando la nostra base, senza rintanarci nel chiuso delle nostre stanze. Non è facile ma è l’unico modo che conosco per dare nuova linfa a Rifondazione…e in questo il vostro ruolo, quello di giovani comunisti diventa fondamentale!!

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