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Contro la guerra in Libia!

La guerra è iniziata. Lo sapevamo, lo avevamo ampiamente previsto, mettendo in guardia rispetto alla rapida involuzione di un quadro che, purtroppo, lasciava poco spazio all’equivoco e all’immaginazione.

Ora siamo in guerra. Aerei francesi e americani hanno iniziato i bombardamenti e lo stesso faranno, a breve, gli aerei che stanno partendo dalle basi collocate sul suolo italiano.

E’ il giorno della rabbia e della vergogna. Rabbia per non essere stati in grado di fermare la barbarie. Vergogna per essere parte di un sistema di potere (economico, politico, militare) che da secoli non fa altro che uccidere tutto ciò che non si adegua ai suoi dettami.

Ma deve essere anche il giorno della reazione di massa e di popolo alla guerra neocoloniale contro la Libia.

E deve esserlo a partire da noi, dal nostro partito, dalla Federazione della Sinistra e, in particolare, dai Giovani Comunisti.

Da domani mattina tutte le nostre strutture territoriali si devono sentire investite dell’obbligo di organizzare iniziative di controinformazione, presidi di solidarietà, picchetti, sit-in, assemblee. Dall’obbligo di prendere per mano il movimento contro la guerra e farlo uscire da un torpore che in questi giorni ha già fatto molti danni.

Ogni mobilitazione, ogni iniziativa che riusciremo a mettere in campo sarà positiva, importante, fondamentale.

Nei prossimi giorni organizzeremo anche momenti nazionali. Sicuramente saremo davanti alle basi di Trapani e di Sigonella. Stiamo organizzando in queste ore manifestazioni, possibilmente permanenti.

Quello che vi chiedo è di coordinarci insieme, di lavorare in stretto contatto tra noi, di non disperdere le energie e di finalizzarle tutte nella stessa direzione.

Per questo è fondamentale tenere la barra sulla linea politica definita in questi giorni, senza ambiguità né tentennamenti.

Non abbiamo alcuna simpatia per il regime dispotico di Gheddafi (che non a caso ha intessuto con tante potenze neocoloniali in questi anni grandi rapporti di collaborazione e profitto, a partire dall’Italia). Le rivolte e la repressione di queste settimane ci fanno male, sollecitano la nostra coscienza. Ma l’attacco militare di questa notte definisce con chiarezza la nostra scala di priorità. Oggi la priorità è contrastare la guerra, riaffermare il principio di non ingerenza, il diritto all’autodeterminazione dei popoli e alla loro sovranità.

Prepariamoci al moltiplicarsi esponenziale delle menzogne della propaganda, che ancora di più che in queste ultime settimane parlerà di “intervento umanitario” per difendere il popolo dai crimini del dittatore. Agli Stati Uniti, all’Unione Europea, agli Stati colonialisti non interessa nulla del popolo libico. Interessa soltanto il suo petrolio, il suo gas naturale e la collocazione strategica del territorio libico.

Care compagne e cari compagni, la guerra imperialista contro la Libia è iniziata. Dimostriamo nel nostro Paese quanto grande può essere la solidarietà internazionalista dei comunisti.

Simone Oggionni

portavoce nazionale Gc – responsabile Esteri Gc

noi GC Asti parteciperemo Sabato 02/04 al pomeriggio (anche se è ancora tutto da fissare) ad una manifestazione/presidio contro la guerra! Teniamoci informati!

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10 Risposte

  1. Non penso che quello che state per leggere piacerà. Io sono un Giovane Comunista, sono convinto che un mondo senza armi e guerra sarebbe un gran bel mondo, degno solo, però, di un libro di favole… l’assenza di armi è impossibile in un mondo capitalista come questo, in quanto le armi sono un business, un business che dura da tutta l’umanità, da quando le scimmie che si uccidevano con le ossa in “2001: Odissea nello Spazio” hanno capito se avessero venduto quelle ossa ad altre scimmie avrebbero potuto arricchirsi e vivere in modo migliore degli altri.
    Detto questo, per parlare di pratica, dirsi contro la guerra in generale trovo sia giusto (per quanto utopistico), ma parlando della Libia ritengo sia meglio prendere la decisione se stare dalla parte dei ribelli oppure restarne fuori e continuare a strillare i vari NO ALLA GUERRA. Personalmente preferisco cercare di dare una mano ai ribelli, o meglio al popolo libico, a liberarsi del dittatore che da quarant’anni li opprime. Come fare? Bombardare i suoi mezzi corazzati che sparano addosso ai civili e agli aerei che bombardano i loro connazionali non trovo che siano metodi sbagliati (e qua forse sarò l’unico a pensarla così), ma questo non basterebbe comunque perchè il dittatore sarebbe ancora li…io penso che la soluzione più rapida si troverebbe assaltando direttamente con le forze della coalizione i centri importanti dei sostenitori di Gheddafi, conquistarli , con l’aiuto dei ribelli e mantenerli cercando, mel frattempo, di stanare il capo delle serpi…Questa soluzione verrebbe a mio avviso sicuramente adottata ad un certo punto del conflitto, ma sarebbe in ritardo e causerebbe maggiori perdite tra i civili a causa dei miliziani. Quello che intendo è, che, se la priorità è fermare il massacro da parte del dittatore, l’ Unione Europea non può aspettare e deve dare un forte colpo al tavolo per bloccare il gioco. Allora andrebbe restituita alla Libia la sovranità popolare, la democrazia ormai dimenticata e la possibilità di sviluppo sociale che finora le sono mancate.

    • Oh cavolo finalmente scrivi un commento Pierino 🙂

      Ti porto un esempio che ho letto oggi sul manifesto. Quando gli USA lanciarono la bomba atomica in Giappone il Presidente disse che era un atto necessario, che serviva a salvare 43mila persone dalla furia nipponica…ammazzandone però, tra morte immediata e morte da radiazioni in seguito, tra le 400-500mila, cioè 10 volte quelle che si salvarono a dire del Presidente.

      Cosa voglio dire? Questa è una guerra difficile da interpretare e da decifrare, è difficile comportarsi per un movimento contro la guerra. Quindi è difficile per noi comunisti, che siamo contro le guerre. Occorre fare molta attenzione al modo con il quale ci si pone di fronte a questo conflitto che ha aspetti da guerra civile, aspetti repressivi, aspetti rivoluzionari, secessioni tribali probabilmente in corso. E c’è Gheddafi, il dittatore sanguinario amico e partner commerciale fino a 3 settimane fa di chi oggi lo bombarda. Non dobbiamo cadere nella trappola di sembrare, per il solo fatto di essere contro la guerra, conniventi di un Gheddafi macellaio alla fine, lontanissimo da quel Gheddafi che 40 anni fa riuscì in qualche modo ad entusiasmare la sinistra di tutto il mondo. Gheddafi è nostro nemico ed è da avversare, così come è da avversare un’indebita violazione della autodeterminazione del popolo libico quale è questa guerra mossa da ragioni economiche, petrolifere, una guerra la cui utilità, non dimentichiamolo, è anche quella di distrarre le opinioni pubbliche dalla questione giapponese e dai reattori che tracimano radiazioni mortali, ed è anche quella di testare in tempo reale e contro obiettivi reali armamenti progettati per attacchi nucleari in vista di un futuro devastante conflitto atomico, magari tra occidente e oriente, magari contro l’Iran. Una guerra i cui aerei stavano già partendo quando la firma della risoluzione ONU ancora non era stata apposta.

      Noi abbiamo innumerevoli argomenti contro questo nuovo, ennesimo, sporco conflitto moderno. 110 missili Tomahawk lanciati in 15 minuti su Tripoli causando anche moltissime vittime civili non possono essere la soluzione a questa situazione impastata.
      Si forniscano mezzi, cibo e cure ai ribelli piuttosto, si dialoghi anche con l’unione africana sulla possibile soluzione, si tenti la mediazione diplomatica come suggerisce Evo Morales. Ma NON si mandino i Tornado, e soprattutto non li si mandi se questi, come pare, sono propedeutici ad una futura occupazione militare terrestre del territorio libico che ci porterebbe ad una situazione iraquena e afghana.

      I ribelli vogliono conquistarsi l’indipendenza e la libertà e la democrazia. Non vogliono che qualcuno la conquisti al posto loro a suon di missili e bombe e che poi, senza che se accorgano, gli sostituisca una dittatura alla Gheddafi con una occidentale del denaro e del consumo.

      Perdona la lunghezza ma…Che ne dici?

  2. Pier Luca, apprezzo la tua franchezza e il coraggio delle tue posizioni, ma, naturalmente, non le condivido.
    Potrei iniziare citando l’articolo 11 della Costituzione, quella per cui hanno versato tanto sangue i nostri Partigiani: “L’Italia ripudia la guerra…..” e già questo sarebbe un buon motivo per opporsi a questa ennesima ingerenza del mondo occidentale verso un altro stato.
    Ma sarebbe troppo facile fare della retorica rievocando i Partigiani ed allora cerco di approfondire.
    Noi, e con noi intendo Rifondazione Comunista, stavamo con i giovani rivoltosi sia libici che degli altri stati dell’Africa mediterranea ben prima dell’intervento degli stati occidentali. Noi siamo stati contro il dittatore Gheddafi quando il nostro Silvietto gli baciava le mani, Sarzò gli faceva il filo per il ottenere il petrolio e Obama lo cancellava dagli “stati canaglia” e lo riammetteva tra gli “stati normli”…perchè? Forse per il petrolio?
    E qui arrivo ai meccanismi che fanno scoppiare le guerre, quelle a cui ci dobbiamo opporre comunque: economici e territoriali, quelli che ci fanno chiamare queste guerre imperialistiche. Quelli economici sono fin troppo evidenti….gas, petrolio e quantaltro; c’è qualche “democrazia occidentale” che si scandalizza per gli omicidi di questi stessi giorni nello Yemen? C’è qualcuno che inorridisce per le condizioni di vita in cui il democratico Isreale tiene i Palestinesi della striscia di Gaza? No perchè lì non c’è trippa per i gatti, non ci sono ricchezze da spartirsi. Imperialista per le mire espansionistiche che le varie nazioni occidentali hanno su quei luoghi, e le mire non riguardano, come una volta, la conquista dei territori per la crezione di un impero….Tripoli bel sol d’amore….ma la conquista di mercati economici, il bisogno di piazzare armi…mi spiego?
    Per questo noi comunisti non possiamo pensare che una qualsivoglia situazione di questo genere si possa risolvere con le armi; noi siamo e saremo sempre per la trattativa diplomatica tra le parti, per le sanzioni economiche, anche dure, per gli embarghi e per lo sviluppo, in questo modo, della democrazia.
    Noi siamo al fianco dei rivoltosi anche ora “senza se e senza ma”; per questo abbiamo chiesto da tempo la rottura dell’accordo (anche militare !!) tra Italia e Libia, per questo abbiamo chiesto il blocco dei beni libici all’estero, l’interruzione degli accordi commerciali, l’isolamento politico immediato di Gheddafi, l’invio di aiuti umanitari immediati attraverso l’ONU e l’Unione Africana, l’accoglienza dei migranti, il supporto di cibo e di beni di prima necessità ai movimenti libici in rivolta.
    Ecco, questo è quello che vorremmo noi comunisti la pace e la trattativa per prevenire la guerra e non la guerra per poter poi discutere della pace

  3. I ribelli in Libia la guerra la stanno perdendo. L’ultima città su cui hanno il pieno controllo è Misurata. Quanto ci metterà il Colonnello con le sue milizie (molto più addestrate dei ribelli) a stanarli e distruggerli? E poi è possibile cercare di trattare? Io non credo, è quarant’anni che sta su quella poltrona e ci ha lasciato lo stampo del suo sedere fin troppo profondamente. Sarebbe magnifico riuscire a convincerlo a smettere di sparare coi carri sui civili, ma è impossibile farlo. Anche fermare il flusso di armi da Serbia, Jugoslavia, Siria, Ciad è impossibile, complici le mafie europee e asiatiche (penso a quella russa, ma anche alla Triade cinese). A fronte di questa impossibilità diplomatica l’ Europa e l’ ONU non possono aspettare che lui finisca le munizioni sui suoi cittadini. I bombardamenti, per quanto non privi di effetti collaterali fino ad ora hanno distrutto solo gli obbiettivi sensibili che si erano prefissati, le vittime tra i civili (fatte dalla Coalizione) sono una minima parte di quelle che farebbe e sta facendo Gheddy restando li.
    I fattori economici sono stati da sempre scatenanti di guerra ed essendo questo un mondo capitalista è scontato che molti paesi dicano si alle azioni militari in paesi con presenza di grezzo. Il petrolio non sta aumentando e si sentono quindi giustificati ad agire per cercare di prenderne il controllo, ma questo dovrebbe farci riflettere sul fatto che noi, se Gheddy dovesse vincere cominceremmo a pagare prezzi allucinanti per quel grezzo, mentre restando a casa, ci ritroveremmo presto senza il petrolio da cui ormai siamo dipendenti…Davanti a questo bivio un intervento di terra che abbatta il regime e permetta un trattato commerciale (e non un ricatto) mi sembra la soluzione migliore.

  4. Ah aggiungo, sono d’accordissimo con quello che mi dici tu Massimo sulle soluzioni per fermare il leader, ma basterebbe solo per fermare le vie “legali” attraverso cui il colonnello continuerebbe a colpire il popolo. Sono perfettamente d’accordo anche sul fatto che non solo in Libia ci sia un governo che opprime, ma che sia uno di quelli con la maggiore quantità di petrolio e questo è uno dei maggiori motivi delle azioni militari. Ma le ormai numerose Rivolte Arabe mi portano a pensare che Gheddy non sia l’unico “governante” del medio oriente che andrebbe sanzionato e fermato, anche se con l’uso della forza

    • …ma questo che dici tu dovrebbe portare l’Occidente, le sue armate e i suoi interessi economici, ad intrufolarsi in Yemen, Bahrein, Siria (ah no non c’è petrolio ne gas ne uranio), centro Africa, Palestina (ah no Israele è amici dell’occidente), giustificherebbe l’embargo, gli attentati e tutti gli illeciti con i quali gli USA vessano Cuba, perchè daltronde gli USA e l’occidente dicono che Cuba è una dittatura sanguinaria comunista e che il popolo è schiacciato nella sua autodeterminazione dal pugno di ferro dei Castro. Ma sappiamo che non è così. (in fondo il 99% dell’informazione che passa in occidente è informazione del punto di vista occidentale, prodotta dagli occidentali potenti per tacitare la massa popolare occidentale: siamo proprio sicuri che Gheddafi sta massacrando come dicono? Molto probabilmente è così ma…attenti, gli stessi media ci dicono che Chavez è un dittatore).

      Questo disegno dell’occidente forza di polizia e pulizia armata internazionale è MOLTO pericolosa ed è da combattere per evitare di finire senza accorgercene in un impero globale dal pensiero uniformato a suon di bombe, dove inizialmente chi massacra il suo popolo si merita l’intervento armato (alquanto, seppur superficialmente, condivisibilmente diciamo). Per poi magari finire con chi stavolta non adotta un sistema politico economico conforme a quello gradito all’occidente e si vede qualche Tornado lanciare un paio di missili minatori. (sembra una cosa fuori dal mondo ma ce la ricordiamo l’America Latina degli anni ’70-’80?).

      Ribadisco l’importanza che come comunisti, per la pace, internazionalisti, persone di sinistra dobbiamo attribuire ai mezzi diplomatici, alla mediazione internazionale (sono state coinvolte e consultate abbastanza lega araba e unione africana?), sforzarci di non trarre conclusioni azzardate che rischiano di peggiorare l’attuale già pessima situazione…situazione che con la guerra dell’occidente vede per la prima volta in alcune settimane Gheddafi e i ribelli d’accordo nel chiedere all’occidente: “BASTA VITTIME CIVILI CAUSATE DAI BOMBARDAMENTI AEREI DELLA COLAZIONE!”

  5. Ho studiato le varie chiavi di lettura che tutti voi avete dato in merito a questa guerra, ma ancora non ne ho vista una.

    Per quanto mi riguarda, questi ‘ribelli portatori di libertà’ non sono tanto meglio di gheddafi.
    In fin dei conti, senza il supporto della popolazione di tripolitania, che al momento al contrario sostiene gheddafi!, sono partiti a fare la LORO PERSONALISSIMA guerra (non la guerra di tutto il popolo libico, come le manifestazioni pro gheddafi dei tripolitani dimostrano) dal LORO PERSONALISSIMO pezzo di terra strapieno di petrolio guarda caso (praticamente tutti i giacimenti petroliferi sono a Marsa El Brega, in Cirenaica).

    Io la leggo più come una battaglia tra due tribù, una guerra civile: una capeggiata da questi ribelli che, alla prima reazione di gheddafi (di certo non lodevole, visto che invece di levar le tende ha iniziato a bombardare), hanno comodamente invocato l’aiuto di francia e company chiedendo bombardamenti che avrebbero coinvolto inevitabilmente civili di tripolitania (ah però non sono cirenaici quindi va bene…), l’altra capeggiata da gheddafi, non più lodevole, certo.

    Insomma, non facciamoci intortare ragazzi: qui non si tratta di un popolo disgraziato che è sceso in piazza a urlare contro gheddafi, qui si tratta di un gruppo bene ARMATO che è partito contro un dittatore per crearne fondamentalmente un altro.

    Che francesi e company siano intervenuti è chiaro il perchè (nulla a che fare con reazioni umanitarie): aiutare i ribelli di cirenaica perchè si instaurino il loro governo e facciano nuovi contratti petroliferi con gli europei intervenuti ad aiutarli.
    Ed infatti il caro gheddafi, da sempre stato ok in passato finchè ha avuto rapporti economici petroliferi con l’europa, è di colpo diventato un mostro (che magari è sempre stato, ma che ora viene enfatizzato) quando sta per tracollare.

    Ciò che trovo sia più giusto fare è che si impediscano ulteriori massacri e si metta la parola fine a questa situazione così confusa creando, sotto l’egida ONU e non sotto uno stato particolarmente interessato come potrebbe esser la francia (che peraltro si prenderebbe i nostri contratti petroliferi e di gas attualmente in atto, che devono comunque essere preservati), non più un’altra dittatura, ma una repubblica al limite anche federale (visto che fondamentalmente tripolitania e cirenaica sono da sempre state formate da due etnie diverse) con elezioni democratiche popolari, in cui però le risorse siano equamente ripartite e non vadano solo al popolo della cirenaica.

  6. Io penso che i ribelli vadano sostenuti..noi siamo dalla loro parte perché Gheddafi è un colonnello salito al potere..e mai più sceso..e noi non siamo per una dittatura militare,giusto? Ci sono persone che sono dalla parte di Gheddafi (ora,io non sono molto informata sui numeri,ma sono davvero tanti?) ,ma io ho pensato subito non so come mai al fascismo..(continuo a non essere abbastanza informata,me ne rendo conto,quindi non faccio affermazioni irrevocabili) .. dicevo,non c’erano anche al tempo sostenitori del Duce? Eppure non era un buon motivo per non aiutare chi invece lo combatteva.. Non so se sia la stessa situazione,anzi sono sicura che non lo sia,ma penso che l’idea sia quella..
    Tuttavia non sono d’accordo neanche con Pier..in particolare sono rimasta allibita davanti alla tua affermazione “I bombardamenti, per quanto non privi di effetti collaterali fino ad ora hanno distrutto solo gli obbiettivi sensibili che si erano prefissati, le vittime tra i civili (fatte dalla Coalizione) sono una minima parte di quelle che farebbe e sta facendo Gheddy restando li.”
    E’ molto forte..giochiamo sulla vita delle persone? Mi rendo conto che la realtà è da affrontare,ma credo che gli altri modi,tra cui la mediazione diplomatica,siano quelli su cui davvero si può fare un ragionamento che non porti a pensare anche solo lontanamente che non conta la vita di poche persone..in questo sono d’accordo con quanto affermato prima..siamo proprio sicuri che farebbe una così grande strage da solo,se con tutti i ribelli contro e le forze diplomatiche degli altri paesi che sono dalla loro parte? Sei sicuro di voler sacrificare delle persone per qualcosa di non certo? E’ davvero molto forte quello che dici,io trovo la guerra abominevole..Non riesco neanche a pensarla..

  7. Vorrei cominciare rispondendo alla mia stessa frase. Non intendevo dire che quelle vittime siano accettabili o che altro. Nient’ affatto, ma è un dato di fatto che gli aerei abbiano reso impossibile alla contraerea il contrattacco e abbiano colpito la maggior parte dei carri arrecando il minimo danno a edifici civili e persone, tanto è vero che i mezzi nelle strade della città non vengono attaccati proprio per paura di ferire la popolazione.

    E come fidarsi dei giornali e dei media occidentali? Non si può. Ma non ci si potrebbe fidare di nessuna notizia, che arrivi da Gheddafi o dall’ONU e non ci si potrebbe fidare neanche di un’ indagine svolta da chicchessia nell’universo mondo…

    Io penso che la Libia sia da considerarsi come il pacco-bomba che è esploso prima degli altri e che gli interventi dell’ONU (e non della NATO che ritengo ancora il cane da guardi degli USA in Europa) debbano essere decisivi nella nascita di nuove democrazie che abbattano i regimi, decidendo di volta in volta in quali casi possa essere accettabile un intervento militare al fianco di possibili ribelli, ma che lasci loro tutto il diritto di autogovernarsi senza obblighi di tipo economico.

    E’ probabile anche che i ribelli e i capitribù, non solo libici, ma anche di altri paesi del mondo arabo, dopo la caduta dei regimi rifondino loro stessi dei regimi dittatoriali che si riveleranno più schivi dei precedenti nei confronti delle potenze occidentali, questa paura deve però fermare l’ideale tentativo di democraticizzazione di quei popoli?

    • Solo un paio di brevi considerazioni:
      Sulla cosa dei giornali, dici tu stesso che non si può prendere come oro colato ciò che dicono i media occidentali, che si che sull’internazionale extra-USA ed extra Europa occidentale mentono. Però poi prendi per buone le cose che dicono. Ricordo che ciò che si diceva all’inizio della rivolta, fosse comuni, 10mila morti nelle prime 48 ore, è già stato tutto smentito. Quindi, non volendo dire che Gheddafi sia un santo (lo considero un uomo politicamente alla frutta, venduto all’occidente e al dio denaro, che si è affezionato un pò troppo al potere e ora che potrebbe doverlo lasciare lancia qualche sanguinoso colpo di coda finale) penso solo che i morti che sta facendo Gheddafi e quelli che sta facendo la coalizione, tra i civili, non sono poi su ordini numerici molto dissimili, per quanto sia brutto parlare in termini numerici dei morti.

      E poi un’ultima cosa: ti ricordo che il controllo dell’intervento è stato sì autorizzato dall’ONU, formalmente. MA, ci sono dei MA:
      – il controllo militare è della NATO ora come ora, non del Consiglio di Sicurezza ONU. Quindi è proprio del “cane da guardia USA in Europa”.
      – La Russia, componente permanente del Consiglio di Sicurezza ONU, sta sollevando sempre più perplessità riguardo questo intervento armato.
      – Sempre la Russia, per bocca del ministro degli esteri, ha chiesto esplicitamente che venga fatta al più presto chiarezza sulle vittime civili causate dai bombardamenti della coalizione.

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