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Capezzone era solo l’avanguardia?

Perchè da cosa leggiamo e sentiamo in questi giorni sembra che presto lo raggiungerà l’intera armata guidata dall’anziano comandante, affaccendato tra incontri e “dialogo”.

 

 

 

 

PRIMA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DOPO

 

 

 

 

 

Pannella:  ” Sostenere le istituzioni è un dovere repubblicano. Ci siamo già visti due volte, col Cavaliere, ci rivedremo in settimana, possiamo trovare un’intesa. Trattiamo, vediamo cosa ci offre. “

Prosegue: “noi siamo tanto convinti che deve durare la legislatura, ma anche convinti che non esistono mai soluzioni univoche. Stiamo trattando per trovare elementi che siano utili agli uni e agli altri. Chiederemo delle cose, dei fatti, che parlino al popolo. In pochi giorni sarà difficile. Ma ho fiducia.Mi accusano di andare avanti a zig zag, una volta con la destra e una con la sinistra? Noi da trent’anni siamo per le stesse cose, divorzio, aborto, legalità.”


E per uno schieramento che si dice per divorzio, aborto e legalità mi pare giusto “dialogare” e contrattare con un tono da basso mercato e bassa politica politicante con un governo che si mostra bigotto e retrivo, quasi ‘700 come mentalità ( pensiamo a Giovanardi), proibizionista, repressivo, illegale all’ennesima potenza. Pannella riprovaci! Usa altri argomenti che questi non reggono più!

Ragioni economiche probabilmente, forse altro: convenienze e tornaconti personali? Soldi o seggiole? Si dice che ci siano una dozzina di posti da sottosegretario ancora disponibili. A pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca. Di sicuro agendo in questo modo Pannella e la classe dirigente radicale rischiano di infilarsi in una situazione poco piacevole dovendo rendere conto a elettori e iscritti, che dai messaggi che lasciano allo stesso anziano leader sembrano non essere molto soddisfatti.

Ed il fatto che i Radicali in Parlamento siano stati eletti nelle file del PD se no altrimenti non sarebbero li ma fuori da Camera e Senato non conta proprio nulla? Probabilmente no, in fondo già il 14 dicembre, giorno della fiducia al governo, i Radicali avevano fatto correre qualche brivido per la schiena degli esponenti dell’opposizione dicendo che loro, sei deputati e tre senatori, avrebbero deciso come votare solo all’ultimo. Un’avvisaglia sinistra che forse serviva a preparare il terreno per la strategia politica che vediamo mettere in pratica ora.

Nove parlamentari Radicali che potrebbero tenere in vita per qualche altro mese relativamente in tranquillità numerica questo governo vergognoso. Troviamo la voglia e la forza di indignarci? Personalmente sì, molta. Benchè i Radicali non siano affatto nuovi a pratiche ambigue di questo genere. Il PD ancora una volta ha dimostrato di non essere molto ferrato nello scegliere i propri compagni di viaggio: invece che nove parlamentari magari più di sinistra, ha scelto di mettere nove inaffidabili, come in questi mesi si stanno dimostrando i parlamentari Radicali.

Nicolò Ollino

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