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Lista fascista all’istituto Monti

Dopo Lotta Studentesca al Liceo Scientifico Vercelli, ecco Rivolta Studentesca al Monti. Cambia la scuola, non cambiano sostanzialmente contesto e soggetti, pur essendo forse qua più seria la situazione: due gruppi neofascisti giovanili che pretendono di mostrarsi alla gente e ai ragazzi con la faccia pulita della “associazione degli studenti per gli studenti”, desiderosa di proporsi come scevra da strumentalizzazioni e non connotabile in maniera retrò. Sintomatico della vera pasta di cui sono fatti questi ragazzi sembra essere l’orientamento politico di cui si fregia orgogliosamente il loro capo, ovvero Fascismo e Libertà. Sigla che oltre essere una contraddizione in termini è anche una dicitura tutt’altro che “brand new”, tant’è che suscita giusta indignazione e disprezzo in tutto il mondo antifascista italiano, compresi quegli anziani partigiani dell’ANPI che vedono la faccenda come un ulteriore sputo in faccia al loro passato, oltre che al nostro presente.

Questa situazione non ha solleticato l’interesse, dovuto, delle istituzioni comunali o scolastiche, le quali in rispetto della democrazia vera ( non quella pelosa di cui pretendono di fregiarsi questi gruppuscoli quando invocano il loro diritto di presentarsi a qualsivoglia competizione elettorale ) avrebbero dovuto impedire alla suddetta lista di presentarsi o come successe in altre occasioni normalizzare nome e contenuti della stessa.

Non è tollerabile che le istituzioni democratiche locali, nominate o elette a suffragio che siano, di fronte ad un allarme sociale di questa portata si attivino soltanto, qual’ora lo facciano, dopo che la base popolare di buon senso e quindi antifascista abbia sollevato il dovuto interesse con mezzi meno istituzionali: pensiamo alla questione analoga della lista neofascista al Vercelli. Noi italiani abbiamo dei valori costituzionali ed una legislazione in materia (legge Scelba n. 645 del ’52) che per fortuna non dovrebbe lasciare molto spazio a buonismo ed interpretazione. All’articolo 4 tale legge sancisce il reato commesso da chiunque fa propaganda per la costituzione di un’associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista, oppure da chiunque pubblicamente esalta esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche.

Ebbene… un’indagine anche solamente superficiale ci porta a capire come i responsabili di questa lista esplicitamente si dicano fascisti, vestano talvolta indumenti esplicitamente di esaltazione fascista, partecipino a raduni traboccanti di nostalgici che alzano il braccio dispiegando il palmo ad ogni occasione.

Nicolò Ollino

Due della lista neofascista ad un raduno della Gioventù italiana (del Littorio?) con il braccio teso.

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38 Risposte

  1. Han preso più voti di voi, la gente mica è stata obbligata a votarla!! Siete solo gelosi, la vera libertà sta nella scelta delle persone, e voi volete impedire questo sacrosanto diritto facendo togliere le liste dalle schede elettorali, lasciare solo voi e vincere.

    VERGOGNATEVI e ricordate….

    Salta il rospo…
    Salta anche la rana…
    COMUNISTA FIGLIO DI P*****A!!

    • cantautore…sono molto serio… ascolta…magari avrai un eta compresa tra lo sviluppo puberile appena accennato e la possibilita di prendere la patente (16-18) data la sostanza del tuo commento.ti si invita a prendere posizione sulle tue idee in maniera consona , educata e civile.
      poi……..asti è piccola….di me vedi tranquillo nome e cognome.

  2. certo caro il mio cantautore verde che si vede di che pasta sei fatto….solo insulti coperto dall’anonimato e mai una partecipazione, magari critica, ma costruttiva al dibattito…..per scendere al tuo livello che tanto non meriti di meglio: “che ne faremo delle camicie nere (e anche di quelle verdi) un sol fascio e poi le brucerem…slogan degli anni settanta quanto mai attuale!!
    Massimo Di Antonio

  3. “con voi abbiamo chiuso i conti a piazzale loreto” disse Giancarlo Pajetta che ovviamente Cantautore verde non sa chi fù…

  4. Visto che vi appellate a caso alla Costituzione ogni due secondi, esiste un articolo, il 21 che tutela la libertà di espressione di ogni individuo, se vi da fastidio che loro abbiano piu’ successo di voi questi son problemi vostri, e come al solito la vostra capacità di infamare la gente mettendo foto e scrivendo cose assolutamente non vere dimostra che persone siete, mi raccomando mandate anche a loro la questura a scuola! Piena solidarietà ai camerati di GI, avanti così!

  5. ” le quali in rispetto della democrazia vera […] avrebbero dovuto impedire alla suddetta lista di presentarsi o come successe in altre occasioni normalizzare nome e contenuti della stessa. ”

    Questo discorso era già stato abbondantemente affrontato nel caso della presentazione della lista di LottaStudentesca al Vercelli, comunque non mi sembra una cosa molto sensata ed intelligente opporsi a gruppi/partiti che considerate anti-democratici usando gli stessi identici mezzi.

  6. Il “facile fare i froci con il culo degli altri” di canatautore verde non capisco a cosa si riferisca…quindi se potesse dire qualcosa di costruttivo sarebbe anche una buona cosa..invece se deve solo sparare insulti a raffica, credo si possa trovare meglio su un bel blog leghista dove non credo manchino insulti e atteggiamenti offensivi…comunque..per IFD le cose assolutamente non vere quali sono? magari se spiegate quello che dite invece di sparare minchiate a raffica fareste un favore..poi non credò che nicolo utilizzi metodi della cia per entrare nel pc di sti tipi per fregargli le foto..quindi non ha infamato nessuno visto che le foto le hanno pubblicate sti qua su un social network o comunque simili…poi un ultima cosa…275 su 1000? beh ciò non dimostra che i nostri metodi abbiano fallito, ma che bisognerà lavorare di più su questo fronte( e dico lavorare nel senso di fare iniziative, serate e altre attività che voi gruppettini di destra non ho mai visto fare)

    • Ahah cercate di arruffianarvi la gente con delle feste dove vi ubriacate, fumate ecc… e magari pure in una casa del popolo.

      Per fortuna che la gente non ci casca più, non si fà più abbindolare da voi.

      SALTA IL ROSPO…
      SALTA ANCHE LA RANA…
      COMUNISTI FIGLI DI P*****A!!

      Noi siamo il futuro!

      POTA POTA!!

      • E ora mi sorge spontanea una domanda….sei mai stato a una delle nostre feste o parli per sentito dire dai tuoi amichetti leghisti?perchè se ci dici nome è cognome la prossima volta saremmo ben lieti di invitarti a una nostra serata e a farti vedere come funzionano le cose quando si cerca di fare qualcosa di costruttivo…prima guarda..poi parla…fare il contrario non è producente…

  7. Bravo Cristian, bella risposta…peccato che questi “individui”? che hanno preso a frequentare il vostro blog non siano assolutamente in grado di articolare un discorso, non dico serio…sarebbe troppo, ma neppure plausibile…l’unica arte che conoscono è quella dell’insulto o della canzoncina scema come quelle del pseudo cantautore verde…direi che la soluzione migliore è ignorare gli insulti di questi loschi personaggi che la storia ha già condannato più volte e andare avanti con il vostro lavoro nelle scuole e nel sociale. l’ideale sarebbe cancellare i post…ma noi comunisti rifondaroli siamo troppo democratici e poi ci piace farci qualche risata ogni tanto!!!

  8. Ho cancellato 3 commenti di insulti senza argomentazioni.

    Per quanto riguarda la lista, sono sempre convinto che la violenza vada censurata in qualunque forma la si trovi. Come ho fatto prima.

    • L’aver eliminato i commenti è un chiaro atto di violenza, siete anti-democratici, vergognatevi “AMICI DELLA DIGOS”, fosse solo per voi annienterete ognuno che non la pensa come voi, altro che paladini della libertà.

      VERGOGNATEVI, boicottate le liste avversarie perchè non siete in grado di affrontarle, solo eliminandole potreste vincere un’elezione… siete patetici e ridicoli.

      Censurate pure le parole di Montanelli VERGOGNATEVI!!

      Oh Gesù dagli occhi tristi
      fai sparire i COMUNISTI.
      Se risolvi questo problema
      fai sparire anche D’ALEMA
      ma se poi tu te ne fotti
      fa che muoia BERTINOTTI.
      Ti preghiamo, se non Ti rodi,
      fai schiattare pure PRODI.
      Tu col cuore sempre aperto
      fai morire DILIBERTO
      e con gli Angeli tuoi belli
      porta in cielo anche RUTELLI.
      Oh mio caro Buon Gesù
      Fa che non nascano mai più
      Amen

      • NORMALMENTE NON MI INTROMETTO MAI…NON HO MAI LASCIATO COMMENTI SU QUESTA PAGINA…NON FACCIO PARTE DEI GIOVANI COMUNISTI ITALIANI (MA SOLO A LIVELLO UFFICIALE) MA METTO LA MANO SUL FUOCO CHE LORO NON SIANO MAI VENUTI A INSULTARVI GRATIS SULLE VOSTRE PAGINE.O LO FAREBBERO (MA NON LO FAREBBERO) FIRMANDOSI.ECCO PERCHE LASCIO UN COMMENTO ORA…PERCHE MI DATE FASTIDIO SENZA FIRMA.E RIPETO..ASTI E PICCOLA..

      • “L’aver eliminato i commenti è un chiaro atto di violenza”
        Quelli non erano commenti erano insulti. C’è differenza, la differenza sta nella democraticità. Ho lasciato tutti i commenti pieni di insulti in cui vi era almeno 1 argomentazione.

        Se non capisci la differenza vuol dire che per te gli insulti sono argomentazioni.

  9. Cantautore Verde, IFD, Bov, Gioventù Italiana Asti. Abbiate il coraggio di firmarvi, nome e cognome, rendetevi identificabili, date un nome alle vostre parole. Capirete bene che insultare e sproloquiare in un tranquillo e pacioso anonimato è da codardi, da irresponsabili. No, forse non lo capite in effetti.

    Evidentemente siete tutta gente di Asti, avanti, non fate i timidi.

    Nicolò Ollino, GC Asti

    PS. IFD, ti sfido a provare e continuare a sostenere che io o qualsiasi altro componente dei GC Asti abbiamo chiamato la questura per la faccenda della lista di LS al Vercelli.

    • Ho letto un paio di commenti di “Cantautore Verde” e credo si commentino da soli. Gli insulti non hanno alcun senso, io sono sempre stato a favore di un libero e democratico confronto, anche con chi ha idee opposte alla mie. Digos non digos, questura non questura, non sono argomenti che mi toccano, non militando in alcun gruppo o partito politico. Comunque Nicolò mi firmo Bov perchè tanti mi conoscono come Bov.

  10. Innanzitutto trovo sbagliato fare riferimento al fatto che Asti sia piccola.Penso non valga la pena di minacciare o addirittura menare nessuno,soprattutto quando si tratta di ragazzini che non conoscono le cose di cui parlano.Perchè il punto è proprio questo:non sapete di cosa parlate,non avete argomenti e nemmeno una cultura politica che vi consenta di elaborare un pensiero,un concetto,di dargli forma ed elaborarlo in forma di discorso.Io non credo che il vero problema di questo Paese siate voi in quanto tali.Penso piuttosto alla vostra scarsa voglia di approfondire,di informarvi,di studiare…il bisogno di risolvere tutto in uno slogan(spesso ridicolo),in un saluto (quello romano) che ha portato sofferenza e morte al Paese che dite di amare (e non solo a questo Paese).Mi fate tristezza e sento che molti errori sono stati commessi dalla sinistra,da un’intera area culturale viva e vivace che,ad un certo punto,ha esaurito la sua spinta intellettuale.Che futuro potrà mai avere questa Italia in mano vostra?Cosa avete pensato oggi di fronte alla tv quando chissà quale giornalista vi ha informati di quattro bambini rom,morti bruciati perchè è più comodo lasciarli dormire in una baracca che in una casa,magari vicino a casa nostra.Avete riso?Avete pensato “quattro di meno”?Io sento una grande responsabilità nei confronti di tutti voi e provo una grande rabbia ogni volta che vi sento parlare.Uomini duri che appaiono invece fragilissimi,impauriti dall’altro e da se stessi.Servi del capo ufficio e prepotenti con il sottoposto,con la zingara fuori dal borgo magari,quando tagliate gli scioperi.Che Paese è mai questo?

    • Eh sì e i Gulag chi li ha inventati?!
      Chi scioglieva i bambini nell’acido?!
      Chi mangiava i bambini?!
      Le foibe sono una nostra invenzioni?!
      Gli armeni li abbiam perseguitati noi?!
      La Georgia l’abbiamo perseguitata noi?!

      Vergognatevi, avete ammazzato milioni di persone solo perchè non la pesavano come voi, solo che i libri di storia non ne parlano perchè avete nascosto tutto, rinnegato tutto fino all’ultimo.
      VERGOGNATEVI!!

      • Aha i bambini nell’acido sono i mafiosi picio! Mi sembri un pò confuso!
        I bambini guarda che noi li mangiamo ancora oggi, infatti fai attenzione.
        Le Foibe… sulle Foibe pubblicherò qualcosa a tempo debito, non preoccuparti.
        Gli armeni non sono stati perseguitati prima della I guerra mondiale? Fatti due calcoli, la Rivoluzione è del ’17.
        La Georgia la sta perseguitando la Russia di questi anni, quindi nessun comunismo.

        Dai se i libri di storia non ne parlano ci saranno delle motivazioni, magari perchè non è vero! Non ci hai pensato che magari i tuoi preconcetti e i luoghi comuni che circolano in casa tua cozzano un pò con la realtà?

        Ancora non ti presenti? Ormai se un ospite fisso, dicci chi sei no? Così ti mandiamo a casa la carta fedeltà…

    • Complimenti avete detto che il video che ho caricato è violento, è la realtà vostra coglioni, e voi la rinnegate e ci ridete sù.
      VERGOGNATEVI, ABBIATE RISPETTO PER LE VOSTRE VITTIME.

  11. ho appena fatto merenda…pane e bimbi…

  12. Cantautore verde,complimenti per l’ossimoro..è un po’ come dire merda profumata o intellettuale di destra!

    • Ma hai visto il video sulle foibe che ho caricato, non dici nulla, non tivergogni di quello che il comunismo a provocato, non prendi le distanze… siete tutti complici di quest’atrocità e continuate a nasconderla.

      VERGOGNATEVI!!

      • non sai di che parli, io personalmente mi esprimerò presto e a fondo sulle foibe. Tranquillo.

        Impara a mettere le A con le H davanti quando servono.

        Il tuo nome ancora non ce lo dici?

      • Il nostro Partito si chiama Rifondazione Comunista. I conti con il passato li abbiamo fatti. Sappiamo a cosa ha portato il Comunismo con Stalin. Quello non era più comunismo, non aveva nulla a che fare con il Comunismo. Era una dittatura chiamata Comunismo.

  13. Caro palotto allora perchè non accetti una “rifondazione fascista” o una “rifondazione nazista”?

    Solo voi potete “rifondare”?
    Ma vi sentite, rinnegate le foibe, dite che non son cose importanti, cosa sono stati loro morti di serieB?
    Voi e la vostra ideologia, dovreste subire almeno per 1 anno tutte le torture che voi avete fatto in passato e forse capireste.

    • tu quando parli di comunismo e “nostra ideologia” non sai di che parli, perchè tendi, in modo ignorante e sintomatico di poco studio e approfondimento, a mischiare e buttare in un solo calderone di tutto e di più.
      Gli errori di Stalin, i crimini di Pol Pot e simili, sono cose che io condanno e tengo a precisare: una cosa solo chiamandosi “comunismo” non deve per forza coincidere con il comunismo per cui ci spendiamo noi, ne deve per forza esporci a vita a tutti i luoghi comuni che la gente ignorante e male informata come te si beve e poi ripropone in modo sciatto.
      Quindi per me quello era Stalinismo non comunismo, il comunismo è altra cosa e io combatto per quello.

      Riguardo le foibe ti anticipo: Le foibe sono piene di bastardi fascisti che per vent’anni hanno vessato quella gente, quei poveracci, ammazzandoli, deportandoli, affamandoli e trattandoli come bestie. Chiunque ad un certo punto si ribella, e te ne dico un’altra: ci sono degli interessanti studi che affermano che molti dei morti ormai irriconoscibili presenti nelle foibe sono in realtà persone croate e slovene che i fascisti uccisero e buttarono li dentro negli anni della “dominazione” fascista su quelle zone. Pensaci.

    • so che è inutile ma magari potresti capire qualcosa di più tramite questo video…dubito

    • so che è lungo, “caro” cantautore verde e so che il tuo livello di attenzione non regge così a lungo….peccato perchè così potresti addentrarti nel misterioso mondo delle foibe che tanto sventoli. E poi c’è anche una bibliografia…potrebbe essere l’occasione buona per acquistare un libro…. lo hai mai fatto in vita tua?

      Così non va. Chi ha paura a discutere liberamente sulle foibe?

      Comprendere un dibattito storiografico, distinguere le fonti storiche, contestualizzare i processi storici. Tanti “obiettivi” declamati fino alla nausea nelle circolari ministeriali e nelle programmazioni dei docenti. Nient’altro che una lista di belle intenzioni, viste da un’assemblea d’Istituto sulle foibe. In queste assemblee assistiamo da anni alla ripetizione ossessiva di un unico punto di vista, quello di “storici” come Marco Pirina (coinvolto nel golpe Borghese del 1970): le foibe furono pulizia etnica praticata dai partigiani jugoslavi, ispirati dalla criminale ideologia comunista, contro l’inerme popolazione italiana infoibata a causa della sua nazionalità. I video giocano cinicamente sui sentimenti , gli storici di turno presentano la storia in modo “neutro” e non opinabile ed infine gli esuli – di solito membri o vicini alla neo-irredentista Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia – si mettono molto spesso a fare storia invocando il proprio status di esule come garanzia di attendibilità ed infallibilità. E’ talmente forte la pressione della Giornata del Ricordo che nelle scuole saltano anche le sempre più ossessive attenzioni al contraddittorio – spesso peraltro interpretato dalle presidenze in modo veramente desolante, come se dovessimo riprodurre una par condicio in stile “Porta a Porta”. Insomma, le istituzioni vogliono che niente rovini la festa. Tutti allineati.

      Come docenti non credo che sia possibile voltarsi dall’altra parte e non prendere posizione. Professare ignoranza o scarsa conoscenza sull’argomento non è più scusabile. Perché non è scusabile stare zitti davanti ad una gigantesca iniezione di nazionalismo tra i giovanissimi per mezzo della scuola pubblica.

      Nei dibattiti sulle foibe i fatti scompaiono. O meglio, chi interviene a sostegno della tesi dominante è di fatto legittimato a non portare fonti ed argomenti a supporto della propria tesi. Può semplicemente passare da un’affermazione all’altra. I numeri vengono gonfiati a dismisura. Gli scomparsi sono addizionati agli infoibati. Chi mette in discussione le cifre iperboliche dei foibologi (diecimila o anche più) interessati a creare un contraltare “rosso” ad Auschwitz è accusato di fare il ragioniere coi morti, di negare il “genocidio” (altro termine usato a vanvera) degli italiani, vittime innocenti di una pulizia etnica. Per capire un qualsiasi fenomeno è necessario – ripeterlo suona elementare – accertarne anche le dimensioni: se gli infoibati sono stati nell’ordine delle centinaia e per lo più appartenenti a formazioni armate fasciste o collaborazioniste, infatti, verrebbe a cadere anche la tesi della “pulizia etnica” contro italiani inermi e si dovrebbe ammettere che il sentimento dominante era antifascista e non anti-italiano. Per le foibe, però, tutto deve apparire già accertato col consenso unanime di tutti. Chi lo nega è un blasfemo.

      Il copione non è stato diverso dal canovaccio solito all’ultima assemblea d’Istituto sulle foibe a cui ho assistito come docente il 4 febbraio 2011 a Carpi. Un’assemblea simile a tante altre in tutt’Italia. In meno di due ore di assemblea ho ascoltato buona parte di quelle falsità che storici come Claudia Cernigoi e Sandi Volk hanno smontato con diversi libri basati su ricerche a pettine in tutti gli archivi possibili e immaginabili, al di qua e al di là del confine. Ricerche che, biografie alla mano, mostrano che la grandissima parte delle centinaia di infoibati tra Istria ’43 e Trieste ’45 erano volontari della Milizia di Difesa Territoriale o della X Mas, massacratori vari, delatori e collaborazionisti al servizio dei nazisti che esercitavano un dominio diretto su quell’area con la formazione della Zona d’Operazioni Litorale Adriatico. Altri, alcune migliaia di criminali di guerra fascisti, furono arrestati nel maggio ’45 tra Trieste e Gorizia e vennero internati in Jugoslavia, dove molti di loro morirono di stenti e alcuni dopo condanne a morte pronunciate dal Tribunale di guerra jugoslavo. E’ bene ricordare che nessuno dei criminali di guerra italiani richiesti dalla Jugoslavia venne mai estradato dallo Stato italiano. E’ dunque senza fondamento sostenere che gli infoibati sarebbero stati diecimila o più, cifre fornite da autori come Pirina e Luigi Papo (ex rastrellature di partigiani). Le loro liste, in realtà comprensive di tutti i dispersi, hanno percentuali d’errore anche del 65%, come dimostrato dalla Cernigoi nel caso dei loro elenchi relativi alla provincia di Trieste.

      Nel video dell’Istituto Luce proiettato a Carpi errori e rimozioni erano innumerevoli. Ne ricordo tre: [1] la foiba di Basovizza piena di 300 metri cubi di cadaveri di italiani, [2] la soppressione del CLN di Trieste per mano dei partigiani di Tito, spesso citata come esempio della politica fratricida tra i nemici del fascismo, e [3] l’idea che di foibe si sia iniziato a parlare dal maggio-giugno ’45, quando Trieste fu occupata dai partigiani jugoslavi.

      La storia sulla foiba di Basovizza è una colossale costruzione mediatica basata sul nulla. La leggenda che vi siano 300 metri cubi di cadaveri è smentita platealmente da un telegramma confidenziale delle massime autorità Alleate del 19 febbraio 1946 nel quale si affermava che “la cessazione delle investigazioni [sui cadaveri nella foiba di Basovizza] è autorizzata. Per minimizzare qualsiasi effetto sull’opinione pubblica italiana e qualsiasi possibilità che gli jugoslavi interpretino la cessazione come un’ammissione che le accuse contro di loro erano infondate, siete autorizzati a rilasciare una dichiarazione pubblica che la cessazione delle investigazioni è dovuta a difficoltà fisiche sopravvenute, e che ciò non implicava che le asserzioni fatte dal CLNAI siano dimostrate essere infondate”. In una precedente relazione del 21 ottobre 1945 ad opera del Comando Generale delle Forze Armate statunitensi nel Mediterraneo si scrisse che nelle foiba di Basovizza erano stati rinvenuti solo alcune decine di cadaveri, appartenenti a soldati tedeschi della prima guerra mondiale, e carcasse di animali. Non ci furono nuove investigazioni ,ma in compenso a Basovizza abbiamo un monumento nazionale. Di questo non si deve sentire parlare: rovinerebbe una storia troppo ben costruita fatta di partigiani comunisti cattivi, e per di più slavi, e di italiani vittime innocenti di un’ideologia criminale.

      Nel secondo caso si tace il fatto che a causa della repressione nazista in città si susseguirono tre differenti CLN e l’ultimo, molto diverso dai precedenti, era composto di loschi figuri che consideravano la nuova Jugoslavia come un paese nemico, provenienti anche dalla X Mas, i quali, col paravento dell’antifascismo, cercavano alleanze coi residui del regime fascista in funzione nazionalista ed anti-slava, giungendo persino a preparare attentati ed azioni armate contro i partigiani di Tito. Non è allora normale che questi ultimi abbiano pensato di arrestarli, portarli a Lubiana e processarli?

      Sul terzo punto la verità storica è, se possibile, ancora più scabrosa. I primi a parlare di infoibamenti frutto di pulizia etnica anti-italiana perpetrata da partigiani slavi furono i nazisti dopo la loro tremenda ri-occupazione dell’Istria nell’ottobre ’43. Il libello nazista in questione venne divulgato nell’autunno ’43 col titolo “Ecco il conto!”. Qualcuno avverte come sgradevole far risalire l’origine della propria versione dei fatti ad un opuscolo di propaganda nazista? Poco importa ai “foibologi”, inoltre, che l’8 gennaio 1948 un giornale locale di destra quale era Trieste Sera scrisse che “se consideriamo che l’Istria era abitata da circa 500mila persone, delle quali oltre la metà di lingua italiana, i circa 500 uccisi ed infoibati non possono costituire un atto anti italiano ma un atto prettamente antifascista.” Chi commise un vero ed efferato massacro furono le SS assieme ai Repubblichini di Salò quando ripresero il controllo della penisola istriana e massacrarono 13mila persone. Difficilmente, però, ne sentirete parlare in una conferenza sulle foibe. Rovinerebbe il resto del racconto.

      Non si tratta quindi soltanto di mettere a fuoco il contesto storico dell’occupazione italiana della Jugoslavia – e non sarebbe poco, considerato che la RAI si ostina a non mandare in onda Fascist Legacy, filmato della BBC sui crimini italiani in Jugoslavia – durante la quale il generale italiano Robotti si lamentò in un telegramma della scarsa crudeltà dei soldati italiani, scrivendo in modo macabro e criminale “si ammazza troppo poco”. E’ senz’altro necessario ricordare le 300mila vittime jugoslave dell’occupazione nazi-fascista e l’opera di snazionalizzazione portata avanti nella Venezia Giulia, nell’Istria e nella Dalmazia dal fascismo fin dal 1923 con la riforma Gentile, che chiuse le scuole in cui si insegnava lo sloveno od il croato, e continuata con la confisca dei beni delle cooperative contadine “non italiane” o l’invio al Tribunale Speciale di centinaia di antifascisti slavi di nazionalità italiana.

      Si tratta anche di mettere a nudo un mito storiografico che vuole rilanciare un senso comune nazionalista ed anticomunista. Un senso comune ben compendiato da affermazioni anti-slave violente ed aggressive, come quelle udite a Carpi da un esule, Antonio Zappador, sull’Istria italiana da 2000 anni – come asserirebbe un libro del 1924 che il suddetto ci ha mostrato senza citare titolo e autore – o sul non aver nulla da spartire con gli slavi, dopo che nell’assemblea precedente aveva minimizzato le tensioni tra italiani e slavi durante il fascismo paragonandole grottescamente al campanilismo tra Modena e Bologna.

      Con l’istituzione della Giornata del Ricordo stiamo dando medaglie e onorificenze a incalliti criminali di guerra. Gli elenchi dei “medagliati” sono di difficile accesso. Addirittura nel 2007, in provincia di Udine, i parenti di coloro che sono stati insigniti in quanto “martiri dell’italianità” hanno chiesto l’anonimato. Gli storici Volk e Cernigoi sono riusciti ad avere un elenco incompleto per le annate 2006, 2007 e 2008. Risulta che ben il 73% dei “premiati” erano membri di forze armate fasciste o collaborazioniste. Ecco i “modelli” per i giovani. Sono persone come Vincenzo Serrentino, premiato nella Giornata del Ricordo 2007 come “ultimo prefetto italiano di Zara”, dirigente del fascio di combattimento di Zara sin dal 1920, tenente colonnello delle Camicie Nere e, dopo l’occupazione della Jugoslavia da parte dell’Asse, membro del Tribunale speciale per la Dalmazia, criminale di guerra processato dagli jugoslavi, condannato a morte e fucilato nel ’47 a Sebenico. Oppure Graziano Udovisi, recentemente scomparso, ufficiale della collaborazionista Milizia per la Difesa Territoriale condannato nella sentenza n. 165/46 della Corte d’Assise Straordinaria di Trieste per aver arrestato partigiani poi legati col fil di ferro. E si potrebbe continuare.

      Per concludere, perché non è mai menzionata l’origine politica dell’istituzione della Giornata del Ricordo, fortemente voluta dagli ex di Alleanza Nazionale legati alla loro gioventù missina ma accettata supinamente anche a sinistra? Fu Maurizio Gasparri a premere perché la RAI producesse una fiction sulle foibe, “Il cuore nel pozzo”, mediocre opera di propaganda nazionalista ed anticomunista (per un’efficace critica cliccate su YouTube militant a cuore pozzo). Lo stesso Gasparri nel 2004 ipotizzò “forse milioni” di infoibati, ovvero più di tutti gli abitanti dell’Istria di allora…

      Istituzioni scolastiche repressive o comunque molto diffidenti quando gli studenti si interessano o, peggio ancora, fanno politica al di fuori delle pratiche considerate “accettabili” da chi comanda, celebrano acriticamente la Giornata del Ricordo occultandone l’origine politica e la relazione col dibattito attuale e con ciò “fanno politica” in maniera tutt’altro che limpida.

      Se non ci vogliamo arrendere ad una potente ventata di nazionalismo, dovremo iniziare a chiederci e a chiedere chi e cosa viene celebrato pomposamente ogni 10 febbraio. E magari a ricordarci anche che circa 40mila ex soldati italiani allo sbando dopo l’8 settembre 1943 scelsero coraggiosamente e con spirito internazionalista di unirsi alle formazioni partigiane jugoslave, albanesi e greche per distruggere il fascismo.

      Francesco Giliani (insegnante di storia nelle scuole medie superiori).

      Bibliografia: Claudia Cernigoi, Operazione “Foibe” tra storia e mito, KappaVu, Udine, 2005; AA.VV., Foibe. Revisionismo di Stato e amnesie della Repubblica, KappaVu, Udine, 2009 (Atti del convegno del 9 febbraio 2008 a Sesto san Giovanni [MI]); Sandi Volk, Esuli a Trieste. Bonifica nazionale e rafforzamento dell’italianità sul confine orientale, KappaVu, Udine, 2004; Pol Vice, Scampati o no. I racconti di chi “uscì vivo” dalle foibe, KappaVu, Udine, 2005; AA.VV., Revisionismo storico e terre di confine, KappaVu, Udine, 2007, (Atti del convegno del 13-14 marzo 2006 a Trieste).

    • Perchè Fascismo e Nazismo una volta al potere non sono stati altro che dittature. Nient’altro. A differenza del Comunismo che ha come base che gli uomini sono tutti uguali.

  14. Ma infatti non siamo noi a non volere una rifondazione fascista…ma la XII norma transitoria della Costituzione Italiana: “È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.”
    Un fine Costituzionalista come te lo capisce, Cantautore Verde?

  15. caro Stefano penso che il “magnifico” cantautore verde (volutamente minuscolo) non sia in grado di capire parole come Costituzione Italiana….Cosa sarai mai? Quella strana cosa per cui tanti Partigiani (volutamente maiuscolo), in maggioranza Comunisti (sempre maiuscolo) hanno sacrificato la loro vita permettendo anche a certi squallidi individui, come il sopra citato, di poter esprimere liberamente le proprie “opinioni”.

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