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INCHIESTA NELLA SCUOLA

Riunione 1° – 30/10/2010

Circa 20 persone presenti; presente anche il prof. sociologo Enrico Ercole.

La riunione inizia con una breve introduzione sulle attuali deprimenti condizioni della situazione culturale e dell’impulso partecipativo di larga parte dei giovani. Soffermandocisi a questo riguardo sulla questione “Lista Fascista allo Scientifico”, è subito dibattito e sano scambio di opinioni.

Un rappresentante del Liceo in questione presente ci racconta la fine della faccenda e ci da un’opinione della cosa vista da dentro: pensa vi sia stata data troppa importanza “mediatica” (immagino riferendosi a questa pagina facebook: http://www.facebook.com/event.php?eid=112428518820321 ) e ci racconta come all’attivazione anche dei rappresentanti uscenti (alcuni poi rieletti) la cosa sia stata ridimensionata e sia stata inserita una sorta di clausola elettorale che d’ora in poi negherà a certe liste la possibilità di presentarsi.

Seguono gli interventi di varie persone con opinioni contrastanti su quanto sia o meno opportuna una presenza politica visibile e riconoscibile in scuole e manifestazioni studentesche.

Ma arriviamo ora all’argomento principale della riunione, vera ragione della convocazione: il lavoro di inchiesta nelle scuole tramite questionario da sottoporre agli studenti abbinato ad un’intervista ad alcuni studenti presi a caso per cercare di coinvolgerli “dal vivo” ed avere una testimonianza direttissima (ci rendiamo conto che sarà più difficile questo ultimo tipo di approccio ma crediamo valga la pena tentare, che ne pensate?).

I punti su cui si è più discusso sono stati:

1) Simbolo GC stampato oppure no sui questionari.

2) Possibilità di coinvolgimento dei rappresentanti di varie scuole nella preparazione e diffusione dei questionari.

Con riferimento al punto 1) credo, in accordo con altre persone, di poter dire che la ricerca per mezzo di questionario non sia esente da problemi sia con che senza simbolo stampato. Ma veniamo prima ad elencare le tre motivazioni riconducibili al NO al simbolo che si sono delineate:

a) l’opinione quasi generalizzata dei rappresentanti di istituto presenti è che un simbolo politico su un questionario, alla cui preparazione e diffusione loro avrebbero contribuito, li esporrebbe troppo a strumentalizzazioni di vario genere e li priverebbe di credibilità di fronte a quei ragazzi che non si riconoscono in quel simbolo…(ma che magari apprezzerebbero che li si interrogasse su certi temi)

b) l’opinione del prof. Ercole a questo riguardo si fonda su un’argomentazione in primis: un questionario è una tipologia di interazione tra persone, che quindi come ogni relazione si basa sulla fiducia. Ma si basa anche su simpatie ed empatie ed il suo NO al simbolo è motivato dal fatto che una connotazione chiara e riconoscibile potrebbe ridurre considerevolmente la base di riferimento cui sarebbe sottoposto il questionario.

c) infine l’ultima opinione compiuta che mi sentirei di riportare è quella che si impernia sull’argomentazione secondo cui una ricerca è in quanto tale (e quindi scientifica) non riconducibile e non egemonizzabile da un simbolo. La ricerca è neutrale, a differenza però dell’abilità di “maneggiare” i dati ottenuti per ricavarne una certa consapevolezza dei problemi. Esempio che si è fatto: il Giovane Comunista con una certa sensibilità potrebbe trarne qualche conclusione magari di una certa rilevanza e/o spunto per un’iniziativa o per instaurare un dialogo con gli studenti; il Giovane Padano probabilmente non ne avrebbe i mezzi…

Ora l’opinione di chi scrive, Nicolò Ollino: presa coscienza delle varie motivazioni che sostengono il NO al simbolo, io mi chiedo come si potrebbe però rispondere allo studente che legittimamente chiedesse da chi è stato preparato il questionario che sta per compilare. Con un nome o con una serie di nomi? Se non noti e qualificati che valore potrebbero avere?

Poi, è corretto nascondere la nostra individualità quando siamo noi a mettere tempo, tanto, denaro e conoscenze, convocando altre persone per impegnarci in un progetto dall’utilità quasi scontata nello scenario semideserto dell’attivismo giovanile astigiano? Lungi da me ambizioni auto celebrative, ma credo che certi tipi di sforzi vadano in qualche modo riconosciuti: se no, come già ho detto, si rischia di alimentare il luogo quasi comune secondo cui la politica, tutta, non si preoccupa più dei problemi della gente e non fa mai nulla per trovare soluzioni o per sondare da vicino il malessere delle persone comuni.

Il mio suggerimento per garantirci una compilazione numericamente adeguata dei questionari, con o senza simbolo che saranno gli stessi, è quello di mettere in atto una sorta di monitoraggio della compilazione da parte di persone interne alle classi che vorranno farlo. Come? Esempio: cambio dell’ora, studente x nostro membro, amico, simpatizzante distribuisce tra i suoi compagni (rapporto di fiducia nell’interazione) un numero y di questionari chiedendo di compilarli e poi raccogliendoli dopo qualche minuto (efficienza nella diffusione). Non penso di esagerare sperando in questo modo di avvicinarci ad un 50% di compilazioni, utili al nostro scopo.

Sperando, in questa discussione e nelle prossime riunioni, di dare risposta a questi miei dubbi ed interrogativi, e arrivare ad una soluzione, passerei oltre: Punto 2).

Credo che questo punto sia ancora da discutere ma mi sentirei di dire che, raggiunto una sorta di accordo sul punto 1), nulla osterebbe a questo tipo di collaborazione, nella preparazione e nella diffusione.

QUESTIONARIO

Inserirei ora una primissima bozza del questionario che stiamo iniziando ad elaborare. Questo è il modello pensato per l’Istituto Alfieri, ma poco importa: la base sarà comune a tutti i questionari. Cambieranno una manciata di domande, che saranno peculiari ai vari istituti, e ovviamente l’intestazione.

Il questionario potrebbe svilupparsi su un fronte e retro con una quindicina di domande principali totali (di più con sottodomande e sondaggi). Qui potete vedere il layout possibile del “davanti”.

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Quale cultura nei giovani?

Questionario A1: Liceo Classico

Non prendete questo anonimo questionario/sondaggio da 2 minuti come un nostro tentativo di “fare politica nelle scuole”. Il vero senso di queste domande è riuscire a fare politica FUORI dalla scuola avendo però bene a mente i problemi e le necessità presenti DENTRO la scuola.

NOME (facoltativo): …………….. COGNOME (facoltativo): …………………… Età: ………….

1) Eri presente alla Lezione di Protesta dell’Istituto Alfieri del 9 ottobre? ……………………… – Se sì perché?…………………………………………………………………………………………………………….. – Se no perché?……………………………………………………………………………………………………………. – Se no, sai per quale motivo era stata organizzata?……………………………………………………………

2) Da 1 a 10 quanto pensi di conoscere la Riforma Gelmini?……………………………………………….. – Da chi ne hai sentito parlare di più?……………………………………………………………………………….

3) Quali valori (etici, religiosi, politici etc) senti più tuoi?……………………………………………………. – Chi o cosa ha contribuito a farli nascere in te?………………………………………………………………..

4) Cosa sai dell’emergenza strutturale dell’edificio in cui passi circa metà della tua giornata?…. …………………………………………………………………………………………………….. – Ti fa arrabbiare sapere, se lo sai, che studi in un ambiente dalla sicurezza compromessa?……. – Come credi che si sia arrivati a questa situazione?…………………………………………………………. – Chi (ente o istituzione) pensi si debba occupare del problema?…………………………………………..

5) Da 1 a 10 come valuti queste modalità di azione per risolvere il problema nella tua scuola: – Manifestazione………………………………………………………………………………… – Lettera al ministro della pubblica istruzione (Gelmini)………………………………………. – Lettera al sindaco (Galvagno)………………………………………………………………… – Lettera al presidente della provincia (Armosino)…………………………………………….. – Occupazione della scuola……………………………………………………………………… – Rivolgersi ad una forza politica organizzata (Partito)………………………………………… – Denunciare la situazione sui giornali………………………………………………………….

6) Cosa non ti piace della tua scuola?……………………………………………………………. – Cosa fai per cambiarlo?………………………………………………………………………..

7) Se pensi alla politica che cosa ti viene in mente?……………………………………………… – Come ti informi solitamente di politica, se lo fai?……………………………………………………………

8) …

Profilo facebook: Giovani Comunisti Asti Contatti: ………………………………………

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L’obiettivo che si pone questo “post” è quello di raccogliere:

– opinioni, magari non espresse su ciò che si è detto in riunione.

– Suggerimenti o prese di posizione riguardo punto 1) e punto 2), ovvero simbolo Sì e motivazione o simbolo No e motivazione, e cosa ne pensate della probabile collaborazione che porteremo avanti almeno con alcuni rappresentanti di istituto.

– Un aiuto nella formulazione di nuove domande, necessarie per articolare e rendere incisivo ed interessante oltre che funzionale il questionario.

– Quello che volete voi…

Nicolò Ollino

 

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27 Risposte

  1. NOTE: vista così la paginata del questionario (tra le due “righe”) fa vomitare, ma solo perchè risulta schiacciata lateralmente. Cmq come scritto nella intro al questionario quello sarebbe il “fronte”. Il “retro” sarebbe composto praticamente esclusivamente da domande/sondaggi/ecc.

    Il simbolo eventualmente potrebbe apparire nello spazietto tra “profilo facebook” e “contatti” sul fondo del fronte del questionario.

    Via alla discussione!

  2. La verità è sempre rivoluzionaria. (Antonio Gramsci)

    aggiungo qualche spunto ed eventuali domande, che che sono usciti durante la riunione di sabato.

    Il questionario serve a capire com’è la realtà nella scuola, non com’è secondo noi. Cosa pensano i ragazzi.
    Far fare il questionario anche ai professori.
    Tra i dati chiedere anche se si è di Asti o fuori.

    Alcune domande per il questionario:
    – Un ragazzo di un paese fuori Asti si sente di quella scuola? Gliene importa?
    – Secondo te c’è un problema scuola?
    – Quanto ti importa dalla riforma Gelmini?
    -Cosa ti importa di più della tua scuola?

    Ripeto ancora un piccolo pensiero:
    Tutto è politica:
    Una manifestazione studentesca è politica, i libri a scuola sono politica, la riforma scolastica è politica (fatta dalla Gelmini PDL), una scuola che cade a pezzi è politica.

    In democrazia nessun fatto di vita si sottrae alla politica. (Gandhi)

  3. Allora..sulla questione del simbolo,dopo la spiegazione che hai scritto nel punto b mi sentirei anche io di dire no, anche perchè dopo il casino che abbiamo tirato su per la lista di lotta studentesca, molti ci darebbero contro, non capendo la differenza delle due cose…e rischieremmo di perdere molta credibilità…riguardo a come si svolge il questionario, la struttura mi sembra eccellente….poi penso che bisogna aspettare un pò di più di qualche minuto per riprendere i questionari perchè potrebbe essere che tra la consegna del questionario e la sua compilazione possa passare del tempo, a causa della lezione…quindi direi come tempistica dalla prima ora all’intervallo o dall’intervallo a mezz’ora prima della fine della mattinata…riguardo alla collaborazione con i rappresentanti, secondo me andrebbe benissimo, ma come ha scritto nicolò nell’articolo, i rappresentanti potrebbero perdere fiducia da parte di chi magari ci vede come il demonio….quindi dovrebbe avvenire piuttosto in sordina, almeno inizialmente….e poi bisognerà sempre riuscire a trovare delle risposte adeguate a chi ci dirà che stiamo facendo la stessa cosa che abbiamo accusato a LS, anche se le cose sono sostanzialmente diverse…il problema sarà far valere le nostre ragioni…

    • quello che non va di LS è che sono fascisti.
      Io continuo a pensare che la politica nelle scuole non sia una cosa negativa e che vietarla sia autoritario.
      tutto è politica.
      Vedo inoltre il nostro simbolo non come un fardello ma come qualcosa su cui puntare.

    • 3 precisazioni:
      riguardo il paragone possibile che i più incerti o ignoranti potrebbero azzardare tra la faccenda LS e la nostra inchiesta rimanderei all’introduzione del questionario: non è un tentativo di fare politica NELLA scuola, e con simbolo o senza, la cosa non può essere vietata. E’ un cosa costruttiva e non molto frequente purtroppo: se lo strutturiamo bene e pensiamo al miglior modo per presentarlo faremo un ottimo lavoro.
      Rimane la domanda da me posta (ma che era venuta in mente anche a Claudia) nell’articolo: se qualcuno (legittimamente) chiedesse a chi gli da il questionario DA CHI è stato elaborato, che gli si risponde? Se non mi venisse detto io un questionario anonimo non lo compilerei…
      Riguardo i rappresentanti: vorrei la loro collaborazione, e la vedremo anche in questa discussione. SE il questionario fosse col simbolo loro potrebbero o presentare la cosa in modo oggettivo: “ci è capitato tra le mani e a prescindere dal simbolo ci è sembrato interessante, e quindi ve lo proponiamo” oppure non distribuirlo loro ma, dopo averci aiutato semplicemente ad elaborarlo, farlo distribuire da persone meno “esposte” diciamo.

      Che ne pensi Cris?

      • Allora…dopo aver letto gli altri commenti anche io mi trovo a essere propenso per si al simbolo…però prima di consegnarlo, bisognerebbe fare due chiacchiere di presentazione per rendere più disposto il campione a cui viene sottoposto, spiegandogli che non ha fini di propaganda ma di pura volontà di conoscere come la pensano, facendo non troppo peso al simbolo ma più al contenuto del questionario…per fare ciò naturalmente il tempo di consegna del questionario sarà di almeno 5-10 minuti, che bisognerà rubare alla lezione, e quindi bisognerà trovare dei professori ben disposti….

  4. Ciao a tutti!
    Allora io penso che il simbolo non ci debba essere, infatti io che son stato 4 anni rappresentante al liceo non avrei mai fatto circolare un questionario con un simbolo politico, questo perchè a mè il voto l’han sempre dato per “la persona” e pochi mi han votato per il mio “pensiero politico”… Lo stesso vale per le ultime elezioni universitarie che ho vinto.
    Inoltre penso che chi non la pensa come noi non risponderebbe ad un questionario con il logo dei G.C. e questo falsificherebbe il risultato finale.
    Credo che la buona riuscita di un sondaggio sia che prenda un campione di ragazzi il più diverso possibile tra di loro.
    Io aggiungerei qualche domanda su come si relazionano con compagni stranieri e di diversa religione, se credono che siano un “ostacolo”, “indifferenti” o “un’opportunità di confrontarsi con altre culture”.
    Assolutamente credo che il questionario vada dato anche ai professori, un loro appoggio sarebbe utile.
    Credo inoltre che sia meglio un questionario a risposte multiple, cioè in cui lo studente deve solo mettere una “x” così sarà più facile sia catalogare le risposte ed anche aderiranno più studenti vista la più semplice possibilità di compilazione.
    Metterei anche una domanda sul lavoro dei genitori, in modo da catalogare poi anche le risposte dei “figli di papà” e degli studenti comuni (credo che l’obiettivo della nostra azione sian loro…)
    Ok?!
    Alla prossima!
    Ugonia Andrea P.

    P.S.
    Politicamente mi son molto avvicinato a Sel, non nego che se si votasse domani voterei Vendola, ma questo non scalpisce il mio impegno (anche se molto ridotto causa università ecc) con voi!
    In fondo gli “avversari” credo proprio siano altri! e tra le diverse “forze” di sinistra ci deve essere collaborazione e non “guerra”.
    Cmq ad oggi son ancora tesserato rifondazione!
    Ciao!

    • Andre sei sempre molto stimolante 🙂
      Mi spiace per Vendola. Dovresti spiegarlo anche a lui che gli avversari sono altri.
      Per il simbolo sono combattuto perchè l’iniziativa è nostra (che abbiamo un chiaro pensiero politico) e vorrei superare l’idea che nelle scuole non ci possono essere simboli. D’altra parte senza il simbolo le risposte sarebbero sicuramente più “genuine”.

      Andre dici che ti hanno votato più per te come persona che per il tuo pensiero politico, però se tu avessi avuto il tuo simbolo e non ti avessero votato per quello sarebbero stati dei coglioni.
      Direi che noi giovani comunisti della scuola pensiamo che la Riforma Gelmini sia una merda, che siamo per una scuola uguale per tutti, che tutti abbiano diritto a studiare, che siamo per la meritocrazia. Per questo voglio che ci sia il mio simbolo. Per far capire la differenza tra chi lotta e chi no.
      Sono molto d’accordo sulla risposta multipla e sulla richiesta del lavoro dei genitori.
      Se qualcuno ha voglia di buttare giù le domande faccia pure.

    • Sorvoliamo su Vendola 😀 per ora! Ad oggi sei un iscritto di Rifondazione e dei GC e spero lo sarai anche domani cmq…

      Per il simbolo ti rimando alla replica che ho fatto al commento di Cristian. Che ne pensi?

      – Per le domande, molto bene! Mi piace tutto quello che hai proposto. Hai voglia dopo che le avrai pensate ed elaborate di metterle in un commento o di mandarcele per mail?

      – Pensi che un lavoro del genere possa essere esteso, per quanto potremmo riuscire a diffonderlo, anche nelle facoltà universitarie di Asti?

      • Ripeto che per mè nelle scuole e nell’insegnamento non deve entrare la politica, cioè ognuno deve sapere i fatti “così come sono” e costruirsi un proprio pensiero critico confrontandolo poi con gli altri ragazzi.
        ecc…

        Per quanto riguarda l’università sinceramente io preferisco non partecipare, son già fin troppo esposto come rappresentante e questo mi basta; non mi va di di fare questo tipo di iniziative a mio nome o comunque riconducibili a mè.
        Ripeto che han votato la persona e non la posizione politica… sai quel discorso del “leader carismatico”… ecco diciamo che ho “vinto così” (o forse ero solo il meno peggio…XD)

        Ma se volete venire a distribuirli all’entrata nessuno ve lo vieta!

        Per quanto riguarda Sel è la verità e sarei un ipocrita a non dirlo.

        Se riesco domani butto giù 5-6 domande chiuse sugli studenti stranieri.
        Ciao!

  5. Andre infatti non ho detto che devi farlo tu. Ho chiesto se si può fare. Non dico se si può legalmente ma logisticamente. Darlo all’uscita lo escluderei sarebbe carta buttata, nessuno lo riporterebbe il giorno dopo.

    Poi riguardo al tuo primo paragrafo, un questionario che pone delle domande (non che da risposte) su vivibilità della scuola, riforma Gelmini o emergenza strutturale non è qualcosa che travia l’oggettività di insegnamento o che distorce la criticità del pensiero soggettivo no? 😀

    • Andre ma la Gelmini nella scuola cosa fa?
      Perchè la politica nella scuola già c’è solo che la si nasconde.
      Porre domande in democrazia è lecito.
      Nell’università poi in cui ci dovrebbe essere un po’ più di “coscienza” mi sembra il minimo.
      Che ne pensi?

      • Vi ho inviato alcune domande via mail,
        caro Palotto anche su questo la pensiamo un pò in modo differente… io non voglio espormi, poi se qualcuno di voi vuole venire a distribuire questo questionario nessuno ve lo vieta… cioè se non ci son simboli politici.
        Se ci son simboli non so se potete “entrare nelle aule e distribuire” o potete darli solo all’uscita.
        Vado a dormire, ciao!

      • Grazie per le domande come dice appunto Nico sono però per ragazzi italiani quindi così non vanno bene. Alcune risposte sono proprio da Lega hahaha!
        Andre se non vuoi esporti non c’è problema ci pensiamo noi. Potresti chiedere all’uni che ne pensano della cosa.
        Cmq un questionario è delle domande ed in democrazia è lecito porle. Vietarlo è una pratica autoritaria propria del fascismo.

  6. Ok, mettere il simbolo potrà ridurre il numero di persone che lo compileranno, ma si spera che la maggior parte delle persone sia abbastanza in gamba x leggerlo (almeno l’introduzione), ma se questo servirà a far prendere coscienza ad un minor numero di persone che cmq spargerà la voce, il simbolo ben venga.

    Inoltre non credo proprio che il nostro questionario sia da paragonare alla lista di LS, poichè quella aveva cm obbiettivo di “prendere possesso” dello scentifico attaverso i suoi rappresentanti, mentre noi abbiamo intenzione di chiedere agli studenti un parere su come loro vivono la scuola.

    • 🙂
      Per il simbolo penso che tolga genuinità alle risposte:
      espone il questionario a pregiudizi da parte di chi lo compila, positivi o negativi.
      Però è anche vero che se non sapessi da chi arriva non lo compilerei manco io…

      • combattiamo il pregiudizio con il valore oggettivo ed inconfutabile del nostro lavoro!
        Sottoponiamolo, incentiviamo la compilazione, consigliamolo, poniamo domande interessanti, ben formulate, stringenti.
        Vi assicuro che con un lavoro del genere, e con le premesse da me poste in altre repliche, il simbolo è l’ultimo problema…

  7. Allora, ripeto quello che ho gia detto a qualcuno di persona. Secondo me è difficile far girare a priori un questionario. Quelli che io ho ricevuto nella mia vita scolastica erano proposti da soggetti conosciuti, che pero facevano a capo a scuole, o comunque erano studi “professionali”… Noi incontreremo in ogni caso un muro se facessimo girare il questionario in tutta una scuola.. I casi sono 2:
    1-simbolo si: molte persone non lo compilerebbero per motivazioni politiche, e metteremmo in difficolta i rappresentanti, e magari non tutti ci aiuterebbero
    2-simbolo no: come dice nicolo nn si capirebbe per chi lo si sta facendo.. risultato, molti non lo farebbero.

    L’unica soluzione, che tra l’altro era anche suggerita dal professore presente. è quella di prendere in ogni scuola un campione di classi, dove abbiamo degli “interni” o dove comunque c’è qualcuno dei nostri conosciuti.. In questo caso non te lo compilerebbero ne per il simbolo, ne per altro, se non perche c’è qualcuno che si conosce che ti chiede di farlo… A questo punto la discussione se simbolo no, o simbolo si secondo me diventa superflua..
    Magari facciamolo decidere a coloro che si prendono l’incarico di farlo girare, che essendo quelli che ci mettono la faccia, devono avere parola in merito, ma anche perche sono quelli che sanno come sarebbe vissuta dall’altra parte.. quindi da non fare un discorso generico ma di caso in caso..
    Cosa ne pensate?

    Edoardo

  8. Ahah! finalmente scrivo su questo wowwissimo forum… 🙂
    Leggendo l’articolo e tutte le opinioni posso dire che secondo me:
    -sarebbe meglio non mettere il nostro simbolo.
    E’ vero, sarebbe più che giusto mostrare il nostro interesse e attività all’argomento ma spesso un simbolo, che troppo volte è inteso male dall’ottusità di alcune persone, e in particolare un simbolo come i GC darebbe un tono politico al questionario e le risposte cambierebbero, l’interesse scemerebbe e molti farebbero commenti inopportuni e faziosi su argomenti che invece hanno la massima serietà…
    Non parlo del Classico dove penso proprio che non sussisterebbero grandi problemi ma appunto dello scientifico o di altre scuole, conoscendo alcune persone che parlano e commentano perchè hanno solo la lingua in bocca e malinformazione in testa il nostro questionario perderebbe imporanza (ebbene sì data l’ignoranza di certi individui che si fermano ad alcuni stereotipi..)
    A parer mio questo questionario deve essere un test neutrale per raccogliere informazioni sull’interesse politico, sull’informazione studentesca e sulle stesse condizioni scolastiche…
    Giuste le domande e il suggerimento di Andrea alle crocette (forse chiedere le professioni dei genitori è troppo personae, in fondo si capirebbero le rispostedei ‘figli di papà’), giusta l’idea di integrare nel lavoro raprresentanti e cmq nostri simpatizzanti .. insomma fare di tutto per informare e far fruttare quest’idea che è molto sensata ed utile a parere mio..
    Disponibile al cento per cento! (salvo probl di trasporto!Grr odiosi…)

    Ciaoo

  9. Leggendo mi convinco sempre di più per simbolo sì.
    Sintetizzando al massimo il pensiero è questo.
    Il questionario deve per forza essere associato a qualcuno. Quel qualcuno siamo noi. Che abbiamo un simbolo.

    Se un uomo non è disposto a lottare per le sue idee, o le sue idee non valgono niente, o non vale niente lui. (Ezra Pound)

  10. Scusate l’intrusione del solito “vecchio rimba” che continua a basarsi sulle sue esperienze passate.
    Ho letto tutti i commenti con interesse, alcuni faccio un po’ di difficoltà a condividerli, ma questo è il bello della dialettica.
    Tendenzialmente (si noto il lessico del vecchio politico?) mi trovo perfettamente daccordo con Palotto, alias Luca.
    Non farete un opera di convincimento coercitivo verso gli studenti, state facendo un lavoro che dovrebbe servire ad aiutare gli studenti nelle loro lotte, nella conoscenza della loro condizione, nel promuovere iniziative atte al miglioramento della loro condizione di vita all’interna della scuola. Mica gli chiedete di fare la rivoluzione od un colpo di stato!
    Il simbolo, detto questo, viene di conseguenza. Non siete un gruppo fuorilegge, siete a tutti gli effetti interni al sistema scolastico, come studenti. Non siete tutti studenti medi, ma avete agganci, conoscenze con altri studenti che sanno chi siete. Non dovete crearvi tanti problemi. Non dovete nascondervi. State cercando di fare un’operazione positiva e come tali verrete giudicati. Non sottovalutate il livello degli altri studenti. Non basatevi sulle reazioni che ci sono state sul tentativo di “boicottaggio” della lista di LS. Quelli sono e restano fascisti, quindi non dovrebbero avere diritto di parola nella scuola e nella società! Lo ha affermato la resistenza, lo hanno ribadito i partigiani con il loro sacrificio di vite umane. Riflettete su questo pensiero di Italo Calvino:

    “Dietro il milite delle Brigate nere più onesto, più in buonafede, più idealista,

    c’erano i rastrellamenti, le operazioni di sterminio, le camere di tortura,

    le deportazioni e l’Olocausto;

    dietro il partigiano più ignaro, più ladro, più spietato,

    c’era la lotta per una società pacifica e democratica,

    ragionevolmente giusta, se non proprio giusta in senso assoluto,

    ché di queste non ce ne sono”.

    Italo Calvino

    Capito la differenza tra noi, pardon voi e LS?
    E detto questo continuo a concordare con Luca “Palotto” sul fatto che tutto quello che succede nella società e quindi nella scuola è politica. La Gelmini che fa, fa la “ministra” super partis….no,no, no…. porta avanti la politica scolastica del popolo delle libertà, e non se ne vergogna!!
    E noi, acc voi, che dovete fare, nascondervi? Andate avanti tranquilli per la vostra strada, vedrete gli studenti vi capiranno e non si stupiranno, ne si spaventeranno per il simbolo dei Giovani Comunisti.
    Certo che se fosse esistito, che ne so, un coordinamento degli studenti medi, come esisteva ai miei tempi, sarebbe stato logico fare l’inchiesta con quella sigla, ma se adesso tutto ciò non esiste e siamo , uffa siete, l’unica realtà che si muove nelle scuole perchè nascondersi?

  11. Mi aspetto molti altri commenti. Non hanno commentato neanche ancora tutti i presenti alla scorsa riunione, come mai? Per non fare nomi: Gioele, Gabriele, Irene, Federico, Claudia, Eugenio, Giulia, Matteo, Gino, Marika, Daniela, Diego, Luca, Lorenzo ECC ECC…
    Per ora OTTO persone hanno commentato. Eravamo 20 alla riunione con almeno altri 10-15 che avrebbero potuto/voluto partecipare. FORZA! Vi si cerca di coinvolgere se vi fa piacere, non mi va di implorarvi però… dai 😉

    Accantonando per ora la questione simbolo (credo si potrà risolvere solo, come mi suggeriva qualcuno, alla prossima riunione: esposizione accurata e motivata delle due opzioni e voto dei presenti) chiederei a tutti ora di dare suggerimenti per la buona formulazione del questionario:

    – suggerite domande
    – suggerite sondaggi
    – suggerite possibili risposte multiple
    – ecc

  12. Come domande suggerirei qualcosa sulla situazione ad esempio dei laboratori(attrezzature,materiali) i quali ad esempio da me non sono il top….poi si potrebbe mettere una riguardo a se si ha notato o no un forte cambiamento nel personale scolastico( a me sono cambiate 3 bidelle precarie che hanno perso il posto)…poi di carattere più generale, ad esempio se si pensa che la propria scuola dia uno standard di istruzione maggiore pari o minore rispetto a altre scuole con lo stesso indirizzo di cui si è a conoscenza…e per tenere conto del tipo di studente che risponde alla domanda, se vorrà continuare gli studi con università, corsi regionali etc… oppure lavorare…per ora mi vengono in mente queste…poi proverò altre..

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