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Il minestrone è sempre di sinistra?

In margine all’intervento di Ramon Mantovani alla Festa Rossa.
Mantovani dice: oggi viene indicato come “di sinistra”, da Rosy Bindi a D’Alema e amici associati o associabili, chi vuole porre un freno alle aberrazioni della nostra società portate in nuce dal sistema capitalistico, ma queste aberrazioni sono possibili proprio grazie a quel sistema. L’alternativa non può essere che uscire fuori dal sistema capitalistico, contrastandolo e costruendo secondo un progetto completamente diverso, comunista se siamo comunisti. Siamo perciò contrari ad alleanze con chi ragiona nei termini di riformismo.
Mi domando: chi è oggi di sinistra? E’ necessario un lieder popolare e telegenico che si dichiara non comunista ma di sinistra, pronto a cedere alle forze di potere del sistema capitalistico?
Sappiamo cosa significa capitalismo? Sappiamo quale è un progetto politico anticapitalistico?
Il minestrone è sempre di sinistra?
Tiziana Daphne Valente

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11 Risposte

  1. Secondo me si può essere di sinistra anche nel capitalismo. A me questo non basta però!
    Essere anticapitalisti e comunisti sono cose in più.
    Il capitalismo rimane la contraddizione principale. Chi detiene il potere è il capitale e non i lavoratori.
    Sottolineo lavoratori.

    • Io replicherei con un interrogativo:
      si può essere REALMENTE di sinistra pur stando dentro le logiche capitaliste?
      Oppure prima o poi si finisce per forza per essere ingoiati dalle stesse logiche e quindi si fa la fine che abbiamo visto fare al PD in questi anni? (e la parabola discendente del PD sembra tutt’altro che terminata, anzi sembra accentuarsi ogni giorno che passa)

      • Serve una definizioni di sinistra…
        Io non ce l’ho in una forma rigorosa ma è un miscuglio nella mia testa 🙂

      • Si può essere di sinistra nel capitalismo fino a quando il capitalismo ha risorse per mantenere la popolazione esopratutto i lavoratori a un tenore di vita dignitoso, fino a quando lo sfruttamento delle risororse umane, minerarie e ambintali non causano gravi problemi di sopravvivenza per il genere umano. Questa situazione è avvenuta fino agli anni ottanta per una lunga serie di motivi che per brevità non elenco. Ora il capitalismo ha ridotti margini per mantenere la maggioranza della popolazione dei paesi capitalisti ad un livello decente, i gas climalteranti emessi in soli 100 anni stanno cambiando il clima in modo così rapido che ne i mammiferi ne i vegetali riescono ad adattarsi le possibilità per stabilizzare la sitauzione alle condizioni attuli sono scarse, i provvedimenti proposti dal I.P.C.C. non sono applicati dai “padroni” del pianeta. perciò c’è una sola soluzione o in pochi anni si cambia sistema ho siamo alle barbarie…… saluti Giancarlo

  2. Il PD è la risposta vigliacca di una sinistra blanda alle esigenze di cittadini ormai troppo intortati con storie sul terrore rosso (manco fosse un sugo pronto della Barilla).

    “E’ necessario un lieder popolare e telegenico che si dichiara non comunista ma di sinistra?”
    A quanto pare, per gli Italiani d’oggi, sì.

    “D’altronde nel mondo odierno, ormai, chi ha più bisogno di scendere in piazza con falce e martello e fare la rivoluzione? Siamo sfruttati, sì, non siamo tutalati, sì, ma d’altronde mica come una volta che lavoravi dall’alba al tramonto e non ci guadagnavi manco da comprare un cacuocciulo (carciofo)”
    Questa è la risposta di un muratore siciliano amico di famiglia che conobbi anni fa e che mi sembrava essere adatta al contesto perchè, ahimè, esemplifica bene il pensiero comune dei lavoratori (visto che loro per primi votano i loro carnefici, oramai, come ben sappiamo).

    Guccini disse: “Ma dobbiamo fare presto perché più che il tempo passa il nemico si fa d’ombra e s’ingarbuglia la matassa” ed è proprio così!
    Ormai il capitalismo e lo sfruttamento si son fatti talmente sottili, si sono insinuati in modo talmente subdolo nel mondo lavorativo da non risultare più così opprimenti come un tempo: suscitano in tal modo malesseri che non raggiungono la saturazione e pertanto sì, posso capire che i lavoratori stessi dicano ‘oggi non avrebbe senso per noi una rivoluzione’ e posso altresì capire che qualche fazione di sinistra abbia voluto/dovuto mitigarsi per poter essere accettata e votata, proprio come ‘il nemico d’ombra’.

    Lo capisco, ma non lo condivido.

    Per rispondere a Luca: è assurdo pensare di spiegare cos’è la sinistra senza smaronare con qualche 20 pagine di blog i nostri lettori 😀
    Comunque una definizione obiettiva e distaccata sta qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Sinistra_%28politica%29

    • Bella la canzone e bello il commento 🙂
      La definizione di sinistra l’ho tirata fuori io mi sembra…
      Se facciamo il gioco dell’altra sera di dirlo in una parola, direi ugualianza.

  3. Io aggiungo allora: pari diritti

    • l’altra volta era una parola associata a comunismo…e io dissi anticapitalismo.
      Ora la sinistra in una parola? Solidarietà

  4. Stiamo però attenti, parlando di minestrone a me viene in mente il minestrone riscaldato

  5. L’altra sera io volevo dire “rivoluzione”, poi l’ha detta Luca 🙂
    Secondo me un errore di larga parte della sinistra italiana, oggi (sto includendo anche il PD, sì) è di essere un prodotto del berlusconismo. Mi spiego meglio: sono quasi 20 anni che si dice che esser comunisti è quanto di peggio possa esistere, che è demodè, che è antistorico, che i comunisti fanno casini in piazza? Bene, la linea di pensiero è stata: assecondiamo quest’andazzo, da oggi cerchiamo di non sembrare poi così comunisti, cominciamo dal togliere falce e martello dal simbolo, cominciamo ad allargarci sempre più al centro… di qui ad avere gentaglia come la Binetti tesserata per un partito che dovrebbe essere l’erede del PCI il passo è stato relativamente breve.
    A dir la verità il processo è partito con la caduta del muro, ma è con l’avvento della seconda repubblica che ha iniziato a mostrare i suoi effetti… e quindi sì, si torna al berlusconismo, al lavaggio del cervello collettivo che da quasi due decenni sta avvenendo in Italia… il PD cerca di evadere da un’identità che esso stesso, forse più dei propri “avversari” politici, ritiene ormai passata, e forse anche dannosa. Secondo me l’elettorato di sinistra ha bisogno di un leader percepito, per l’appunto, come di sinistra… dovrebbe forse essere un sillogismo, dite? Beh allora, sono difficilmente spiegabili leader come Veltroni… leader che a sua volta propongono persone come Colaninno…
    Forza compagni, riacquistiamo la nostra identità, diamo il buon esempio a chi, perlomeno come numeri, è superiore a noi… e speriamo nella nuova generazione, anche se sarà dura.

    • Gran bel commento Diego, vedo che abbiamo iniziato quella discussione di cui abbiamo parlato… Eheh

      Qualche spunto è stato proposto, anche ottimi spunti.
      Siamo d’accordo, per fortuna, sul fatto che il PD al momento non sia un partito potabile per noi, parlando di alleanza di governo.

      Ma vorrei che iniziassimo a riflettere di noi, noi comunisti, noi Giovani Comunisti, noi iscritti al PRC.

      Quanto in questa Italia è ancora appetibile ciò che proponiamo? (perchè l’anticomunismo è un atteggiamento proprio dell’Italia degli ultimi anni, vedendo l’Europa scorgiamo ovunque partiti anticapitalisti ancora saldi tra 5 e 10%, probabilmente in crescita)

      Quanto berlusconismo e cultura dell’individualismo rischiano di entrare anche in noi in minima parte? (riflessione molto interessante proposta ieri al CPF dalla compagna Rasero)

      Cosa diavolo possiamo e dobbiamo fare per darci un futuro senza indietreggiare di un millimetro dalle nostre posizioni, che noi sappiamo essere attualissime, forse sempre più attuali?
      E non parlo di alleanze e discorsi verticistici… Io posso interrogarmi, e anche voi dovete, su quello che possiamo fare noi giorno per giorno.

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