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La lotta dei Giovani Comunisti di Asti riparte dalla fabbrica.

Inizierei subito col citare un paragrafo di un articolo apparso sul sito dei Giovani Comunisti (http://www.giovanicomunisti.it/wordpress/lei- giovani-comunistei-dalla-parte-giusta-con-i-lavoratori.html) a firma di Francesco D’Agresta:

<<Il 7 settembre il Consiglio Direttivo di Federmeccanica, come si legge dal loro comunicato, ha ratificato “il recesso dal CCNL 20 gennaio 2008” mentre conferma la “legittimità e validità dell’Accordo 15 ottobre 2009” il tutto alla luce della “vicenda relativa allo stabilimento Fiat di Pomigliano” proseguendo con “determinazione nell’adeguamento delle relazioni industriali e sindacali” rispondendo alla “domanda di maggiore affidabilità e flessibilità” e per “far fronte alle minacciate azioni giudiziarie Fiom”.>>…

– CCNL 20 gennaio 2008: Contratto collettivo nazionale di lavoro 20 gennaio 2008
per le lavoratrici e i lavoratori addetti all’industria metalmeccanica privata
e alla installazione di impianti.

– Accordo 15 ottobre 2009: accordo separato per il rinnovo contrattuale dei metalmeccanici, senza la partecipazione FIOM.

– Vicenda relativa allo stabilimento Fiat di Pomigliano: in breve, minacciando la delocalizzazione, la FIAT e Marchionne impongono agli operai del detto stabilimento condizioni di lavoro ottocentesche. I mostruosi 18 turni settimanali ovvero una produzione 24h su 24, 6 giorni su 7; maggiorazioni del lavoro straordinario, notturno e festivo; limitazione del diritto costituzionale di sciopero, e via vergognosamente elencando. (per il testo dell’accordo: http://www.repubblica.it/economia/2010/06/14/news/il_testo_dell_accordo_su_pomigliano-4840160/ )
Tutto questo, accettare o stare a casa e vedere la produzione spostata in Polonia. L’affronto è immenso… Nonostante tutto ciò, l’esito della consultazione dei lavoratori di Pomigliano, 2888 sì all’accordo contro 1673 no, ci fa capire che esiste ancora una coriacea minoranza non disposta a barattare i propri diritti: ecco un punto di partenza!

Da questo estratto difficile quanto carico di significato, si dovrebbero evincere principalmente tre cose: la gravissima e purtroppo ancora discendente (è dal 1980 che i diritti dei lavoratori arretrano di fronte al capitalismo!) situazione dei lavoratori, dei loro diritti e delle loro condizioni di lavoro; il sentimento conservatore che accomuna sia la destra che gli ambienti più filo-confindustriali e liberisti del centro sinistra (PD in primis) e che vorrebbe il ruolo del sindacato di classe sempre più marginale e meno incisivo; e ultimo punto ma primo per vicinanza diretta a noi, il ruolo importantissimo che i giovani i quali si riconoscono, si iscrivono e militano nel nostro gruppo possono giocare per assicurare il salto di qualità ai GC e per far sì che i lavoratori e gli operai ritrovino un punto fermo nella loro bussola politica.

Il lavoro da fare ad Asti e Provincia è ingente e si profila una manifestazione nazionale FIOM tra poco più di tre settimane, ovvero il 16 ottobre a Roma. Dopo averne parlato in svariate riunioni e aver abbozzato il discorso per settimane ora è tempo di gettarsi in un’attenta analisi del lavoro che ci aspetta prima e poi nel lavoro vero e proprio: identificare i turni degli operai, presenziare in massa, volantinare, parlare del 16 ottobre, avere contatti con persone dentro alla fabbrica per avere rapidamente il polso della situazione all’interno della stessa, ecc.

Per questo vi invito giovedì 23 settembre nella nostra sede di via Garetti 65. Essere presenti in tanti e definire un volantino e un primo piano di lavoro convincenti saranno due ottimi punti di partenza.

La riunione definitiva si terrà invece in orario ancora da precisare, in un giorno da individuare attorno a fine settembre (si era ipotizzato venerdì 1 ottobre). In quell’occasione la partecipazione dovrà davvero essere di massa. Il cambiamento inizia dalla partecipazione. Vogliamo dimostrare di esserci e di voler essere parte del cambiamento?

A voi la scelta, i Giovani Comunisti di Asti hanno una succosa opportunità per iniziare il proprio percorso pratico. Dopo una riuscita riorganizzazione e un’ottima Festa Rossa ci aspettiamo un ottimo lavoro ora.

Nicolò Ollino

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3 Risposte

  1. consiglierei il giro nelle fabbriche con la mia seicento ROSSA rispetto a quella di nik che è un po’ capitalista (direi) 🙂

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